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Home - Approfondimenti - Interviste - Farina, le nuove regole vanno accettate integralmente

Farina, le nuove regole vanno accettate integralmente

4 Giugno 2013
in Interviste

Proseguono gli approfondimenti e le interviste che Il diario del lavoro dedica allo storico accordo sulla rappresentanza che Confindustria e i sindacati hanno firmato venerdì scorso.

Giuseppe Farina, segretario generale della Fim Cisl, dopo l’accordo cosa cambia nel settore metalmeccanico?
Lo verificheremo quando con Fiom, Uilm e Federmeccanica inizieremo la trattativa per adattare il contratto di categoria alle nuove regole.

L’intesa avrà già ricadute sul contratto dei metalmeccanici vigente?
Va capito. Noi siamo disponibili ad applicarle da subito, ma ci deve essere la volontà di tutti di inserire nel contratto dei metalmeccanici la totalità delle nuove regole. Non si può prenderne solo una parte, questo deve essere estremamente chiaro. Due sono i punti fondamentali: la certificazione e l’esigibilità. Il primo stabilisce chi è legittimato a fare i contratti, sostituendo il vecchio criterio dei sindacati firmatari, rendendo il processo molto più trasparente. Mentre il secondo crea delle regole certe che rendono validi per tutti i contratti approvati dalla maggioranza dei lavoratori. Per far ciò sono previste delle sanzioni per quei sindacati che non rispettano la contrattazione approvata dalla maggioranza. La determinazione delle penalizzazioni viene delegata ai singoli contratti nazionali Ecco perché la Fiom, che si è detta felice per l’accordo sulla rappresentanza, dovrà accettare tutte le nuove norme, anche quelle sulle sanzioni. Se c’è questa volontà, non siamo pronti ad applicare subito l’intesa.

Quali potrebbero essere le sanzioni?
L’unico esempio che abbiamo nel settore è il contratto Fiat che  prevede la perdita di alcuni diritti sindacali se non si rispettino i patti. Certo non è detto che vada copiato. Sicuramente però senza sanzioni reali non esiste davvero esigibilità. Ovviamente non si può impedire il diritto di sciopero, che è costituzionalmente garantito, ma bisogna trovare una formula che sanzioni chi non segue le regole approvate dalla maggioranza. 

L’intesa sancisce l’accettazione del principio che decide la maggioranza.
Si tratta dell’elemento centrale dell’intesa insieme alla certificazione. Tutti i maggiori problemi della contrattazione del settore sono nati proprio perché questo principio non veniva accettato.

La misurazione della rappresentanza prevista nell’accordo avvicinerà i sindacati ai lavoratori evitando che si possa cadere nella tentazione di difendere posizioni ideologiche e non pratiche?
Noi siamo sempre stati vicini ai lavoratori. Al contrario della politica, dove lo scollamento con le esigenze delle persone è totale, il sindacato è ancora vicino alla gente. Al massimo il nostro problema può essere la capacità contrattuale. Su questo punto la nuova intesa ci dà certamente delle armi in più che ci permetteranno di migliorare la nostra capacità di difendere gli interessi dei lavoratori. Poi certo va detto che, se da una parte è vero che nel nostro settore vi è stato un serio problema legato alle regole, dall’altra i veri problemi nascono da strategie completamente diverse. Fim e Uilm hanno una visione del sindacato e della contrattazione che negli ultimi anni è stata profondamente diversa da quella della Fiom.

Vi siete incontrati con la Fiom in queste ore?
Certamente. C’è la disponibilità da entrambe le parti a implementare le nuove regole nel contratto dei metalmeccanici. Non ci sono ancora però le date per un tavolo. Probabilmente bisognerà attendere la fine del congresso della Cisl. Bisognerà anche vedere come i sindacati confederali intendono armonizzare le regole del 1993 con le nuove e se l’intesa verrà estesa ad altre associazioni oltre a Confindustria. Prima che l’accordo diventi cogente passerà probabilmente un po’ di tempo. 

Miglioreranno i rapporti con la Fiom?
É un augurio, l’intesa sicuramente norma con regole certe il dissenso e crea regole che rendono possibili, sia piattaforme separate, che accordi validi per tutti anche se firmati solamente da una parte dei sindacati, purché sia maggioritaria. Tutto questo sicuramente diminuirà i contenziosi. Se poi i rapporti miglioreranno lo vedremo. Certo per poter immaginare piattaforme unitarie occorre prima che la Fiom accetti i passati accordi che non ha mai firmato.

Chiederete alla Fiat di applicare l’accordo o di rientrare in Confindustria?
Le nuove regole risolvono il problema che la Fiat ha sempre lamentato: l’esigibilità dei contratti.
Il caso Pomigliano con le nuove regole non sarebbero mai accaduto. La Fiom avrebbe dovuto accettare la volontà della maggioranza dei lavoratori. Adesso che il problema dell’esigibilità è stato risolto non vi è più motivo per cui la Fiat sia fuori da Pomigliano. Se riusciamo a far funzionare le nuove regole anche nel settore metalmeccanico potremmo convincere il Lingotto a rientrare in Confindustria. Il contratto Fiat, infatti, oggi non è più in alcun modo in contrasto con le regole sulla contrattazione e sulla rappresentanza in vigore con l’associazione degli industriali. La questione delle deroghe, del decentramento contrattuale e dell’esigibilità sono state tutte risolte. Ovviamente la Fiom dovrà dimostrare che la sua valutazione positiva dell’accordo sulla rappresentanza si trasformi in azioni coerenti.

Auspici per il futuro?
Che con le nuove regole ci sia finalmente la possibilità di fare contrattazione senza perdersi in inutili conflitti. Se sarà davvero così, sarebbe, un giorno, auspicabile tornare a fare piattaforme comuni.

Luca Fortis

Tags: MetalmeccaniciCisl
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