Secondo l’indagine, il settore metalmeccanico è ancora lontano da tornare ai livelli pre-crisi. “Siamo ancora dentro un tunnel” – precisa il presidente di Federmeccanica Fabio Storchi. Infatti, dal 2008 il settore ha perso il 25% della capacità produttiva, il 30% della produzione e 300.000 posti di lavoro.
Nel corso del 2015, in alcuni casi la produzione metalmeccanica è stata, secondo Storchi, “schizofrenica”, nel senso che, dopo l’andamento positivo nella prima parte dell’anno, si sono avuti valori negativi nella seconda metà. Infatti, nel terzo trimestre, i volumi di produzione si sono contratti dello 0,3% rispetto al secondo. A ciò ha fatto seguito una nuova flessione congiunturale (-0,2%) nel quarto. In particolare, “macchine e apparecchi meccanici” si sono attestati nel I trimestre 2015 a -1,6 per salire nel II trimestre a 2,6 e scendere nel III e IV trimestre a -0,8 e -1,6.
Tornando a una panoramica più generale in merito alla produzione metalmeccanica, dall’indagine emerge che grazie ai buoni risultati del primo semestre, la produzione nel 2015 è cresciuta mediamente del 2,6% rispetto all’anno precedente, ma l’incremento osservato è quasi esclusivamente imputabile al comparto degli autoveicoli che ha segnato un progresso del 27,8% rispetto al 2014.
Insomma, uno scenario “a macchia di leopardo”, ha spiegato Storchi. “Una cosa certa – ha aggiunto – è l’inflazione bassa; grazie al quantitative easing, i prezzi sono rimasti bassi. Quindi forse è il tempo di investire in meccanismi di fiducia e risollevare così il mercato interno”.
Relativamente alle dinamiche dell’esportazione di prodotti metalmeccanici, nel 2015 è continuata la contrazione dei flussi commerciali verso la Russia (-24,0%). A compensare la bilancia commerciale, il forte incremento dei flussi indirizzati verso gli Stati Uniti (+21,8%). “Con questi ultimi dati – ha sottolineato il vicepresidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz – possiamo affermare che gli USA sono diventati il secondo paese più importante per l’export italiano”. In generale, il 2015 si è chiuso con valori di fatturato indirizzato ai mercati esteri pari a circa 200 miliardi di euro e un attivo della bilancia commerciale metalmeccanica di 56 miliardi. Mediamente, il nostro export è cresciuto nel 2015 del 4,3%, ma con un costante rallentamento in corso d’anno.
Infine, le dinamiche retributive. Nel corso del 2015, le retribuzioni contrattuali dei lavoratori metalmeccanici sono cresciute del 2,7% mentre le retribuzioni di fatto, nelle grandi imprese, sono aumentate del 2,4%. Ciò a fronte di una dinamica del costo vita pari al -0,1%.
Inoltre, a fronte di un minore utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni, è proseguita, nelle imprese con più di 500 addetti, la contrazione dei livelli occupazionali. Nei primi undici mesi del 2015, sono diminuiti del 2,6% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Secondo l’indagine di Federmeccanica, per i prossimi sei mesi i livelli occupazionali sono previsti come sostanzialmente stabili.
Emanuele Ghiani
























