Nasce, in casa Femca Cisl, il quarto comparto Manifatturiero e Artigianato. Il nuovo comparto è stato votato all’unanimità dai delegati sindacali durante il VII congresso nazionale del sindacato di categoria.
Il perimetro contrattuale riguarderà le aree manifatturiere del sindacato, dalla gomma plastica al vetro, lampade e display, dalla ceramica ai giocattoli e alle penne e spazzole, fino alle aree unificate contrattualmente dell’Artigianato e delle PMI. Perché creare un nuovo comparto? Secondo il sindacato, permette di offrire una maggiore visibilità a questi settori che, collocati nei grandi comparti della Chimica e della Moda, rischiavano di essere in parte “sacrificati” nel dibattito interno. Un comparto che permette di affinare le analisi su questo specifico settore e valorizzare le aree dell’artigianato e delle piccole imprese. Inoltre, per la Femca Cisl questo comparto permetterà di dare rappresentanza diretta e più adeguata negli organismi a tutti i livelli. Per il sindacato i comparti non rappresentano compartimenti stagni con rigidi confini e la specializzazione non è in antitesi con l’unitarietà della Federazione, ma, anzi, valorizza l’originalità del modello organizzativo.
In particolare, rientrano nel comparto manifatturiero i seguenti contratti: Gomma Plastica; Vetro; Ceramica; Penne e spazzole; Giocattoli; Confapi tessile e chimico; Artigianato settori accorpati e Artigianato PMI. Il comparto coinvolge circa 584.000 lavoratori per un totale stimato di 115.140 imprese.
L’idea di istituire il quarto comparto non è nata d’improvviso al Congresso. Per risalire alle origini bisogna fare qualche passo indietro fino al 2022, quando la segretaria generale della Femca Cisl Garofalo pensò e propose una sperimentazione: dedicare maggiori energie e attenzione per il comparto manifatturiero. Per riuscirci, era indispensabile che alcune persone si dedicassero a tempo pieno e in modo esclusivo a questo compito. Gli altri segretari nazionali e delegati, infatti, avevano già il loro bel da fare sui grandi comparti Energia, Moda e Chimica e spesso, quando si trattava di occuparsi più nello specifico del complesso mondo Manifatturiero Artigianato, interconnesso o meglio mischiato per sua natura in tutti gli altri tre comparti, con le sue complesse specificità, ridotte dimensioni e alto numero di imprese coinvolte, richiedevano un maggiore livello d’attenzione e specifiche competenze per essere realmente efficaci.
Da queste premesse l’idea della segretaria di sperimentare un sistema diverso per valorizzare il settore. L’espediente per organizzare questo disegno era nella sua semplicità cauto quanto efficace: inizialmente assunse su sé stessa la delega del quarto comparto; successivamente, con i poteri da segretaria generale, aveva distribuito le deleghe ad un gruppo di funzionari sindacali; in caso di accordi di qualsiasi genere presi da questi delegati con le controparti datoriali, la firma finale dell’accordo sarebbe comunque spettata a Garofalo. Quindi si poteva iniziare a tastare il terreno. Se l’esperimento non fosse andato bene, era possibile tornare indietro e chiudere il tutto senza problemi.
E così i mesi passarono. Iniziarono ad arrivare i primi segnali positivi, ha spiegato la segretaria generale a Il diario del lavoro durante il VII Congresso nazionale del sindacato, sempre più evidenti e numerosi. Accordi siglati, controparti soddisfatte, relazioni industriali efficienti. Soprattutto, ha precisato Garofalo, aveva notato come i delegati si erano “fatti le ossa” negli anni, acquisendo una sempre maggiore sensibilità e competenza sul tema; vantaggio previsto dalla segretaria, che aveva infatti intuito come il dedicare in modo esclusivo l’attenzione a questo mondo avrebbe portato i suoi frutti.
Da allora sono passati tre anni e considerati i buoni risultati raggiunti si è deciso al VII Congresso di formalizzare la nascita del nuovo comparto. In questa seconda fase è stato quindi costruito un tracciato sul piano nazionale, che consentirà nei prossimi mesi alle varie strutture regionali del sindacato di camminare su un sentiero già costituito. Consentirà per l’appunto, perché non tutte le regioni hanno al momento necessità del quarto comparto, dipende dalla configurazione aziendale e dimensionale presente sul territorio. È una possibilità, formalmente e tecnicamente organizzata. Perciò le strutture regionali che riterranno opportuno avvalersi del quarto comparto potranno costruirlo senza problemi, all’interno di regole e modalità appena tracciate dal Congresso odierno. Ai posteri l’ardua sentenza.
Emanuele Ghiani




























