Occorre rimettere al centro delle politiche nazionali il tema del lavoro, come antidoto agli squilibri del capitalismo e alle deviazioni della finanza speculativa. Parole decisamente ”di sinistra”, pronunciate però da un capo della destra, e cioè Gianfranco Fini. Nel suo discorso di Perugia, il presidente della Camera ha più volte fatto riferimento al tema del lavoro, rilanciando la necessità di dare risposte al precariato (già avanzata due giorni fa dal Governatore di Bankitalia Mario Draghi). Fini ha avanzato anche alcune altre proposte concrete: legare i salari alla produttività, fiscalità di vantaggio per il mezzogiorno (invitando il governo ad aprire, su questo tema, una trattativa con la Ue), nuove regole per gli appalti pubblici. Ma sopratutto, ha indicato come esempio assolutamente positivo il tavolo aperto da Confindustria e parti sociali per la realizzazione di una serie di accordi su temi essenziali per il rilancio dell’economia, come la ricerca, la scuola, la produttività. ”Le parti sociali – ha detto Fini – compresa la Cgil, si sono rese conto che occorre fare qualcosa, e infatti fanno da sé, mentre il governo, su questi temi, resta immobile”. Toni duri e critici, dunque, che non sono piaciuti al ministro del Welfare Maurizio Sacconi: ”sul tema del lavoro Fini è subalterno alla sinistra”, ha tagliato corto.
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