“Mettere in campo le risorse dei fondi pensione contrattuali ed assicurativi, circa 200 miliardi già accantonati, per favorire gli investimenti, in cambio di una partecipazione azionaria dei lavoratori nelle imprese. Questo è il modello tedesco”. E’ la proposta lanciata oggi dalla Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, in una intervista al quotidiano “la Repubblica” alla vigilia del Congresso della confederazione di via Po previsto a Roma dal 28 giugno al primo luglio.
“In questi mesi abbiamo bisogno di un governo che governi. Non possiamo sprecare tempo. Anche sul piano europeo dobbiamo insistere per un cambiamento della politica di rigore, per rimettere al centro la crescita e gli investimenti”, sottolinea la leader Cisl a proposito del pericolo scampato delle elezioni anticipate.
“L’appello giunto da due personalità straordinarie come Papa Francesco ed il presidente Mattarella ad assumere come priorità del paese l’emergenza lavoro non può e non deve cadere nel vuoto.
Il taglio del cuneo fiscale per le assunzioni dei giovani può essere una proposta adeguata, ma bisogna affrontare il tema della riforma fiscale, perché da lì dipende la ripresa dei consumi e degli investimenti. Apriamo subito il cantiere della riforma con un tavolo vero di confronto, senza discuterne a spizzichi e bocconi”, aggiunge Furlan.
“Sul lavoro dei giovani, io comincerei dall’abuso dei tirocini che spesso sono una vera e propria forma di sfruttamento per i giovani. Così come ci aspettiamo che partano finalmente le politiche attive del lavoro ed una vera alternanza scuola-lavoro. Anche il piano Industria 4.0 è importante ma serve anche lavoro 4.0, con una formazione adeguata ai tempi. E poi dobbiamo completare la trattativa per cambiare le pensioni per i giovani e rinnovare subito tutti i contratti pubblici. Queste sono le nostre priorità”, sottolinea Furlan che parla anche del confronto con Confindustria previsto il 4 luglio sulla riforma dei contratti.
“E’ un’altra priorità. I ritardi di Confindustria sono stati inconprensibili. Ora speriamo sia la volta buona per costruire un sistema moderno di relazioni industriali innovativo e moderno per rilanciare salari e produttività”. Furlan propone anche una nuova alleanza tra impresa, lavoro e politica per uscire dalla crisi e per tornare a produrre valore insieme.
“Una strada responsabile opposta a quella di chi propone la via facile, ma insostenibile dell’assistenzialismo, del reddito di cittadinanza, dei sussidi senza lavoro. Se la politica vuole dare un contributo determinante al mondo del lavoro, approvi una legge di sostegno alla partecipazione organizzativa ed anche azionaria dei lavoratori per introdurre la presenza dei rappresentanti eletti dai lavoratori nelle sedi dove si decide il destino delle aziende, come avviene in Germania o negli Stati Uniti. Questa sarebbe la vera svolta di democrazia economica che cambierebbe il nostro modello di capitalistico, sdoganando quei 200 miliardi di euro accantonati nei fondi contrattuali ed assicurativi che invece potrebbero essere usati dalle imprese italiane per investimenti in innovazione, ricerca, formazione, qualità dei nostri prodotti”.



























