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Home - Blog - Il giorno più nero dei 5 stelle e le opportunità per la sinistra

Il giorno più nero dei 5 stelle e le opportunità per la sinistra

di Roberto Polillo
21 Marzo 2019
in Blog
Il giorno più nero dei 5 stelle e le opportunità per la sinistra

Il 20 marzo, che le cronache politiche hanno già battezzato come il giorno più nero dei “5 stelle”, ci consegna 3 verità.

La prima è che il movimento non è esente da quella mala pianta che infesta la politica italiana e che è la corruzione e l’interesse privato nella gestione della cosa pubblica. Un fatto già emerso nel recente passato con la rimborsopoli dei deputati penta stellati o con il caso Marra e che ora è stato confermato in modo eclatante  con la vicenda legata allo stadio della Roma.

La seconda verità è che la linea politica sulla immigrazione, come dolorosamente  confermato ieri dalla senatrice 5 stelle in sentore di eresia Nugnes a otto e mezzo, viene dettata direttamente dalla lega. E in ossequio all’ impostazione leghista di   respingimento ad oltranza  di ogni tipo di  profughi, naufraghi compresi, i senatori cinque stelle, con due sole defezioni, hanno salvato Salvini  dal processo  e forse, chissà, dalla condanna per sequestro di persona.

Il terzo dato di fatto è che le regole della democrazia interna al movimento sono inesistenti,  essendo in esso vigente  una condizione assimilabile a quella che Agamben, chiama “lo stato d’eccezione”.

Nei  5 stelle, infatti,  è stata concessa al sovrano di turno, oggi Luigi Di Maio,  la facoltà di assumere qualunque decisione in virtù del fatto che non vi sono regole che glielo consentano o glielo  inibiscano al contempo. Né più ne meno di quanto abbiamo visto in questi  anni in Forza Italia.

E così, il pezzo grosso dei 5 stelle in consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito, il mister preferenze che era solito inveire contro i corrotti, è stato espulso come un corpo estraneo, senza che potesse dire una sola parola a sua difesa. 

Certo l’espulsione immediata di De Vito rappresenta  una novità rispetto alle consuete prudenze con cui i partiti si muovono in circostanze analoghe.

Nessuno avrebbe potuto obiettare qualcosa se il Movimento avesse deciso la sospensione del reprobo , ma una espulsione decisa direttamente dal sovrano, scavalcando l’organismo a questo preposto, il collegio dei probiviri, è il segno di un potere illimitato e in un certo senso  dispotico  esercitato dal capo politico.

Una condizione degna del Partito sovietico dei tempi di Brežnev e non certo di un  movimento che pure fa della democrazia diretta, e quindi della co-decisione, la sua cifra distintiva.

Le intercettazioni telefoniche che inchiodano De Vito mettono in luce un altro aspetto su cui i 5 stelle dovrebbero riflettere.

Per i due compari, sorpresi al telefono, il tempo stava per scadere (intendendo con questo il termine dei due mandati  del Consigliere De Vito)  e quindi per non uscire a mani vuote dalla politica e ricadere nell’anonimato della vita di tutti i giorni,  bisognava approfittarne adesso o mai più.

Anche in questo caso un altro dei tabù  dei  5 stelle mostra la sua inapplicabilità. La politica è un impegno talmente gravoso e pervasivo da rendere quasi impossibile considerare questa attività come una semplice parentesi che si apre e si chiude. Come un genere alimentare  con tanto di data di scadenza. Forse la politica è qualcosa di più.   

Il Movimento 5 stelle è in profonda crisi. Privo di  identità è ormai alle dirette dipendenze di Salvini e questo non è un bene per loro e per  l’intero sistema politico.

Il Movimento si era affermato durante quella sorta di  commissariamento della politica rappresentato dal Governo Monti e aveva conquistato una posizione egemonica sulla spinta delle delusione delle politiche del governo Renzi, raccogliendo in larga parte il popolo dei delusi di sinistra.

Oggi le cose sono cambiate: l’egemonia culturale e politica è saldamente nelle mani della lega e il Movimento  è in uno stato di afasia, incapace di uscire da parole d’ordine ormai usurate e precocemente invecchiate

Una crisi che potrebbe implodere se le elezioni prossime venture della Basilicata e delle Europee confermassero quello che i sondaggi  quotidianamente riportano.

Una parabola discendente e repentina, a cui del resto i tempi moderni ci hanno abituato, e che tuttavia può rappresentare  una opportunità per la sinistra che quel movimento ha  contribuito ad  alimentare con i propri transfughi

Tutto questo però a una condizione: riconoscere gli errori passati ricominciando  a dare valore al lavoro , alla sofferenza umana e alle  disuguaglianze in termini di capitale culturale, sociale e materiale drammaticamente cresciute e alimentate in parte dalla stessa  sinistra.

Questi sono i temi per rilanciare la sinistra e uscire dalle barbarie del presente.

Un compito non facile ma nemmeno impossibile per la cui realizzazione serve umiltà, chiarezza di idee e spirito unitario.

Roberto Polillo

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Roberto Polillo

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