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Home - Notizie del giorno - Intesa-Mps, i sindacati bocciano Messina: operazione finanziaria, non industriale. Preoccupa il destino di Monte Paschi

Intesa-Mps, i sindacati bocciano Messina: operazione finanziaria, non industriale. Preoccupa il destino di Monte Paschi

8 Giugno 2026
in Notizie del giorno
Intesa Sanpaolo, raggiunto l’accordo: premi da 1.150 a 2.950 euro per i 70.000 lavoratori

PANORAMICHE SEDE CENTRALE INTESA SAN PAOLO

Ai sindacati non piace la piega presa dal risico bancario movimentato dall’annuncio dell’operazione Intesa- Mps.  In particolare, preoccupa il destino del Monte Paschi. E infatti le prime prese di posizione, da parte dei sindacati della banca senese, suonano come un allarme e una bocciatura.  No a una operazione tutta finanziaria, dicono i rappresentanti dei lavoratori, avvertendo che al centro di qualsiasi scenario futuro devono restare occupazione, identità industriale e ruolo sociale della banca.

La leader della Cisl, Daniela Fumarola, avverte che vanno evitate ricadute del risiko bancario su lavoratori e risparmiatori. Interpellata a margine di un convegno, la sindacalista invita a “verificare con attenzione i contenuti delle operazioni in corso, perché si tratta di processi particolarmente importanti”. “Quello che chiediamo – sottolinea – è che non vi siano ricadute negative sui lavoratori e sui risparmiatori. Sarebbe un danno grave non solo per le persone coinvolte, ma per l’intero paese”.

Sul fronte Cgil, la Fisac della Toscana chiede ‘’garanzie concrete’’ per lavoratori e territorio. “Il dibattito che si è aperto attorno al futuro assetto del Gruppo Monte dei Paschi di Siena -afferma una nota della struttura regionale dei bancari Cgil- richiede da parte nostra una presa di posizione netta e circostanziata”, avvertendo che la categoria ‘’non intende limitarsi a osservare dall’esterno dinamiche che investono direttamente migliaia di lavoratrici e lavoratori della nostra regione. Abbiamo bisogno che nel dibattito pubblico, oltre la prospettiva degli investitori e dei mercati finanziari relativamente a possibili fusioni, acquisizioni o alleanze, sia presente e con forza il mondo del lavoro, che sia prioritario il tema occupazionale, e quello del servizio al territorio”.

“C’è poi – prosegue la Fisac Toscana -una questione che consideriamo prioritaria: il futuro dei poli di Direzione Generale che ospitano funzioni strategiche e che danno lavoro a professionalità qualificate, costituendo un fattore di attrazione economica per l’intero territorio provinciale e regionale. Eventuali operazioni, sinergie o alleanze, non devono comportare su questi poli ricadute strutturali. Più in generale, riteniamo che qualsiasi progetto di riassetto del Gruppo debba misurarsi con domande precise: quale progetto insieme a quantità, qualità e allocazione dei posti di lavoro.”

Ancora più dura la nota del coordinamento bancari della Fisac Cgil di Monte dei Paschi: ‘’non è industriale, solo finanziaria”, affermano.  “Le manovre e le ipotesi di fusione su Banca MPS presentate nei giorni scorsi da Banco BPM e Intesa San Paolo sono operazioni finanziarie e non industriali che non tengono minimamente in considerazione le lavoratrici ed i lavoratori”, si legge in una nota.  Per il coordinamento Fisac CGIL di Banca e Gruppo MPS, “tutte le operazioni di tale rilevanza devono essere guidate da una visione industriale di lungo periodo, non da calcoli speculativi o dall’inseguimento di sinergie contabili che non producono né occupazione né crescita reale. Qualsiasi ipotesi di riassetto societario deve poggiare su solide basi industriali e non su speculazioni a breve termine, garantendo il massimo rispetto della storia di Banca MPS e delle sue persone”.

“Le persone — che con dedizione e sacrifici nei momenti più bui hanno permesso il rilancio della Banca — non sono una variabile di spesa. L’occupazione, la professionalità del personale e il profondo legame con i territori sono un patrimonio indiscutibile da difendere a ogni costo. Per questo, il coordinamento di Banca e Gruppo MPS della Fisac CGIL ribadisce il proprio fermo impegno a contrastare qualsiasi scelta orientata a soddisfare i mercati a scapito dei lavoratori.Chiediamo quindi che il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori non venga gestito a tavolino secondo la logica dei freddi numeri, ma che veda il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali per la piena tutela del lavoro e dei lavoratori”, conclude la nota

A sua volta, la Fabi richiama con forza la necessità di non scaricare sui lavoratori gli effetti di operazioni straordinarie. “Le eventuali evoluzioni degli assetti societari che riguardino il Monte dei Paschi di Siena non possono prescindere dalla tutela dell’occupazione, delle professionalità e delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo”, afferma il sindacato in una nota. La Fabi sottolinea come il percorso di rilancio dell’istituto sia stato possibile anche grazie al personale interno: “Le lavoratrici e i lavoratori di Mps hanno contribuito in modo determinante al rilancio e alla stabilizzazione della banca e rappresentano un patrimonio di competenze e professionalità che deve essere valorizzato e preservato”.

Sul piano territoriale e identitario interviene anche il coordinatore Fabi del gruppo Mps, Guido Fasano, che ribadisce la necessità di salvaguardare la storia dell’istituto: “Fondamentale salvaguardare l’integrità del Monte dei Paschi di Siena, la sua identità storica, il suo radicamento nei territori e il valore economico e sociale che continua a rappresentare per il Paese”. E aggiunge che ogni progetto futuro deve evitare che prevalgano logiche esclusivamente finanziarie “che ne compromettano il valore industriale, occupazionale e territoriale”.

Per il sindacato è inoltre indispensabile un confronto strutturato con le organizzazioni sindacali, il cui ruolo, sottolinea Fasano, “resta centrale per governare ogni possibile ricaduta sull’occupazione, sull’organizzazione del lavoro e sulle prospettive professionali delle lavoratrici e dei lavoratori”. La Fabi, infine, assicura che continuerà a seguire la vicenda “con la massima attenzione, per garantire la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Sulla stessa linea la posizione della Uilca Gruppp Monte Paschi. “In queste ore si moltiplicano analisi, scenari e ipotesi sul futuro di Monte dei Paschi. È una discussione legittima, ma c’è un punto che non può essere smarrito: il valore di questa banca non nasce nei salotti della finanza, nasce dal lavoro delle persone che l’hanno tenuta in piedi nei momenti più difficili e che ne hanno reso possibile il rilancio”. Per la Uilca, dunque, ogni valutazione deve partire dal fattore umano: “Le lavoratrici e i lavoratori non sono una voce di costo da comprimere, né un elemento accessorio all’interno di operazioni costruite esclusivamente sulla ricerca di sinergie, rendimenti o vantaggi patrimoniali. Sono il principale patrimonio della banca”.

Per questa ragione, il segretario responsabile Uilca Gruppo e Banca Mps, Carlo Magni, avverte che l’organizzazione sindacale vigilerà “con attenzione, ma anche con grande determinazione, a qualsiasi progetto che dovesse interessare il Gruppo. Non ci lasceremo affascinare da operazioni presentate come inevitabili soltanto perché finanziariamente convenienti per qualcuno”.

Magni lega la valutazione alla capacità delle operazioni di rafforzare realmente la banca: “Le operazioni straordinarie hanno senso soltanto quando rafforzano l’azienda, ne valorizzano le competenze, ne consolidano il ruolo nei territori e offrono prospettive credibili alle persone che vi lavorano. Monte dei Paschi è una banca che ha una propria identità, una propria storia e un proprio progetto industriale, costruito con sacrificio e responsabilità”.

Il criterio di giudizio resta uno solo: “Come sindacato non esprimeremo giudizi sulla base delle convenienze finanziarie di breve periodo. Valuteremo ogni proposta partendo da una domanda molto semplice: quale futuro viene garantito alle lavoratrici e ai lavoratori? Quale futuro viene garantito ai territori? Quale futuro viene garantito alla banca?”. E conclude con un monito: “Il lavoro, le professionalità e la dignità delle persone non possono essere considerate variabili subordinate all’interno di una partita finanziaria. E chiunque immagini di poter discutere del futuro di Monte dei Paschi senza confrontarsi seriamente con questi temi commetterebbe un errore profondo”.

 

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