La multinazionale americana Invatec-Medtronic, operante nel campo dei materiali biomedicali, ha annunciato la chiusura entro il 2020 degli stabilimenti di Roncadelle e Torbole Casaglia, entrambi in provincia di Brescia, che occupano 314 lavoratori. Nei piani dell’azienda c’è l’intenzione di spostare all’estero i reparti di produzione, ricerca e sviluppo, una decisione che secondo Rosalba Cicero della Filctem Cgil Lombardia “è grave per il danno sociale che provoca alle persone e al territorio e perché fortemente immotivata sul piano delle prospettive industriali e finanziarie del Gruppo.”
La Filctem Cgil della Lombardia è fortemente schierata a fianco delle lavoratrici che rappresentano il 90% dell’occupazione complessiva e dei lavoratori, che tramite uno sciopero permanente da circa un mese stanno presidiando gli stabilimenti”.
Sulla vicenda Invatec-Medtronic era intervenuta anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “È inaccettabile la decisione della multinazionale americana Invatec Medtronic di chiudere i siti produttivi di Roncadelle e Torbole. Sono così vanificati i sacrifici dei lavoratori che non più di un anno fa hanno sottoscritto un accordo che aumentava il part time per salvare posti lavoro”.
“Non è accettabile – aggiunge la leader della Cgil -che l’azienda dopo aver acquisito brevetti di una produzione altamente specializzata, usato impunemente licenziamenti, ammortizzatori sociali e soldi pubblici, sposti in modo ingiustificato produzioni e la ricerca, lasciando 314 persone senza lavoro e senza prospettive”.
“Tutto il nostro appoggio – conclude il segretario generale della Cgil – va alle lavoratrici e ai lavoratori, al 90% donne, che con coraggio e determinazione sono da 22 giorni in presidio e sciopero permanente per il lavoro e la loro dignità. Servono risposte urgenti da parte delle Istituzioni, del ministero e anche delle associazioni industriali locali che non possono essere dei semplici spettatori”.






















