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Istat, l’inflazione a maggio torna negativa a – 0,2%

redazione
Giugno15/ 2020

Nel mese di maggio l’inflazione in Italia torna negativa per la prima volta da ottobre 2016 (quando la flessione dell’indice generale fu pari a – 0,2%). Lo ha reso noto l’Istat che ha rivisto al ribasso l’indice nazionale dei prezzi al consumo, che a maggio ha registrato una diminuzione dello 0,2% sia su base mensile sia su base annua (ad aprile la variazione tendenziale era nulla). La stima preliminare era – 0,1%.

La flessione tendenziale dell’indice generale è imputabile prevalentemente alla marcata dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che accentuano il loro calo (da – 7,6% a – 12,2%). L’ “inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rimangono stabili rispettivamente a + 0,8% e a + 1,0%.

Anche la flessione congiunturale dell’indice generale è dovuta per lo più alla diminuzione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (- 4,2%), solo in parte compensata dall’aumento dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+ 1,2%). L’inflazione acquisita nel 2020 è pari a – 0,1% per l’indice generale e a + 0,6% per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente da + 2,5% a + 2,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano una variazione tendenziale nulla (da + 0,8% di aprile). L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) diminuisce dello 0,3% sia su base mensile sia su base annua (da + 0,1% del mese precedente); la stima preliminare era – 0,2%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,2% su base mensile e dello 0,4% su base annua.

E.G.

redazione