Nei tempi recenti (a dire il vero, recentissimi) sempre più si discute di procedere ad una riforma complessiva degli assetti sociali che tenga conto del tema fiscale.
In particolare, le questioni che vengono sostanzialmente messe in discussione sono (almeno di base) due:
- quanta parte di tributi va raccolta dallo Stato
- come questa parte tributaria va distribuita tra i membri della società
Si tratta di temi molto delicati per le sensibili implicazioni prodotte in ordine alla visione dello “stare insieme”. In specie, in tutti gli ambienti coinvolti (dottrinali, politici, sociologici etc.) si discute del modello di società prescelta partendo dalla individuazione del piano di finanziamento fiscale:
- più o meno risorse da recuperare col gettito tributario prospettano una visione liberista o socialista dello Stato;
- una distribuzione delle risorse tra tanti (il “popolo”) o concentrata su pochi (“i ricchi”) implica un programma di concorso alle spese pubbliche coerente con una determinata visione sociale.
Si capisce quindi che il dibattito politico (ed in specie l’imminente disfida elettorale) trova nel dibattito fiscale uno dei terreni di confronto principali tra gli opposti schieramenti.
Ne consegue la centralità dell’argomento tributario tra i fattori di confronto e l’utilità di una riflessione sui connessi temi.
A prescindere dall’adesione ad un determinato punto di vista (rispondente ad un piano di valori individuali e sostanzialmente insindacabile) uno dei passaggi centrali di questa alternativa di fondo riguarda la dimensione temporale. La prospettiva di raccogliere quantità di tributi e redistribuirli tra i consociati assume un senso profondo nelle attuali democrazie se collocata in una adeguata dimensione pluriannuale (in linea di massima almeno 5 anni considerando l’usuale durata di un governo vincitore delle elezioni politiche).
Ne consegue pertanto che le proposte in materia fiscale che verranno formulate dagli schieramenti politici dovranno avere una prospettiva di medio-lungo periodo suscettibile di consentire una realizzazione nel corso del tempo.
Proprio la prospettiva pluriannuale diventa così un elemento di valutazione della realistica idoneità di un progetto politico ad essere concretamente realizzato (ed uscire quindi dal cono d’ ombra delle proposte “oniriche” della sfida elettorale).
Pietro Boria
Professore ordinario di diritto tributario Università Sapienza di Roma – Facoltà di diritto



























