Si è svolta oggi la prima giornata di mobilitazione dei lavoratori di Engineering.it contro 112 licenziamenti annunciati dalla società. I lavoratori inoltre chiedono chiarezza sulla procedura di cassa integrazione straordinaria aperta da due anni nonostante le ottime performance della società e di tutto il gruppo Engineering S.p.A.
Con uno sciopero di 4 ore e un presidio sotto la sede del gruppo a Roma, i lavoratori hanno voluto richiamare l’attenzione sulla grossa anomalia relativa al fatto che da una parte si utilizzano ammortizzatori sociali e quindi soldi pubblici e dall’altra si distribuiscono dividendi agli azionisti (7.5 mln solo per il 2009), da una parte si utilizza cigs per oltre 160 lavoratori per 24 mesi e dall’altra si utilizzano oltre 2.500 consulenti e sub appalti, da una parte si chiede il licenziamento di 112 lavoratori e dall’altra si chiudono i bilanci in forti utili (oltre 34 mln solo nel 2009 e oltre 14 mln già a giugno 2010).
Già un primo risultato è arrivato ed è relativo al fatto che anche il ministero del Lavoro vuole vederci chiaro e ha inviato per questo due funzionari ispettivi che hanno chiesto un incontro con le Rsu il prossimo 1° dicembre.
Inoltre l’azienda ha chiesto alle organizzazioni sindacali di riconvocare il tavolo di confronto sulla procedura di licenziamento già a partire dalla giornata del 2 dicembre presso l’Unione degli Industriali di Roma.
I sindacati ritengono indispensabile il ritiro della procedura di licenziamento collettivo perché, a loro giudizio, non ne esistono i presupposti.
Chiedono anche la riallocazione del personale ancora in cigs sul posto di lavoro, dal momento che Engineering si è appena aggiudicata importanti e milionarie commesse quali Commissione europea e Ferrovie, e l’avvio di una discussione sul futuro della società Engineering.it ancora oggi, a distanza di quasi tre anni dalla sua acquisizione, non integrata pienamente in Engineering S.p.A. (FRN)


























