Continuano a aumentare le dimissioni volontarie dal posto di lavoro, e in particolare in una delle province più dinamiche, quella di Bergamo. Ma è appunto il dinamismo del mercato del lavoro che favorisce la ‘’fuga’’ da un posto all’altro, alla ricerca di migliori condizioni, non solo salariali ma soprattutto in termini di conciliazione di orari, flessibilità, smart working, ma anche carriera.
Nel solo primo trimestre di quest’anno ben 10.377 lavoratori, 252 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, hanno presentato la propria lettera di dimissioni al datore di lavoro. Una tendenza che non sembra arrestarsi, con percentuali rispetto alla popolazione lavorativa che mettono la provincia di Bergamo ai posti più alti della classifica nazionale.
Un focus particolare riguarda le lavoratrici madri, con oltre tre quarti delle convalide di dimissioni riferite a donne (spesso a causa di un’insufficiente rete di servizi di cura). Insomma, la tendenza a rinunciare al posto sicuro per un progetto di vita diverso o per cercare condizioni migliori, salari più alti, maggiore flessibilità o nuove prospettive di crescita non tende a sparire, e le scelte volontarie di abbandonare l’assunzione rimangono quasi il 40% di tutte le cessazioni.
“Il nostro territorio rappresenta uno dei contesti occupazionali più dinamici del panorama italiano – dice Luca Nieri, segretario della CIisl di Bergamo. Con un tasso di disoccupazione che ha raggiunto circa l’1,3%, il mercato del lavoro si presenta sostanzialmente saturo, caratterizzato da una domanda di personale che supera spesso l’offerta disponibile. In questo scenario, la mobilità lavorativa non è determinata principalmente dalla mancanza di occupazione, bensì dalla ricerca di opportunità professionali maggiormente in linea con le aspettative e le esigenze delle persone.
Il forte dinamismo interno del mercato del lavoro porta infatti molti lavoratori a valutare nuove opportunità, non solo per ottenere un miglioramento retributivo, ma anche per perseguire una maggiore realizzazione personale e professionale. Cresce l’attenzione verso contesti organizzativi capaci di valorizzare le competenze, offrire prospettive di crescita e favorire un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro”.
“Le aziende che riescono ad attrarre e trattenere i talenti – continua Nieri -sono quelle che, oltre a garantire una retribuzione competitiva, investono nella qualità dell’esperienza lavorativa. Tra gli elementi maggiormente ricercati emergono la flessibilità degli orari, le misure di conciliazione tra vita lavorativa e familiare, l’adozione di modelli organizzativi che prevedono lo smart working o altre forme di lavoro flessibile, percorsi strutturati di sviluppo professionale, programmi di formazione continua e concrete opportunità di crescita all’interno dell’organizzazione, tutti temi su cui la contrattazione sindacale ha sempre posto grossa attenzione e su cui molte aziende hanno mostrato non poche rigidità”.
“La capacità di rispondere alle nuove aspettative dei lavoratori – conclude il sindacalista – rappresenta oggi un elemento distintivo che consente alle organizzazioni di affrontare con maggiore efficacia le sfide poste da un mercato del lavoro altamente competitivo e in continua evoluzione”.

























