Conferma la Uil, alla fine dell’incontro: “nella discussione sono emerse differenze tra i tanti partecipanti al tavolo”, ha detto il segretario confederale della Uil, Ivana Veronese, spiegando che “gli interventi che si sono succeduti hanno reso evidenti sensibilità e impostazioni diverse sulle quali sarà difficile fare una sintesi finale”. Dunque, ha aggiunto, “è necessario che il ministro Orlando faccia chiarezza rispetto al tipo di riforma che intende realizzare”. Per la Uil non sono necessari cambiamenti radicali, ma interventi e modifiche che rendano il sistema più equo, efficiente ed inclusivo: “Riteniamo sia necessario un sistema universale che sia in grado di dare a tutti i lavoratori una prestazione di sostegno al reddito”.
La Cisl, a sua volta, ha giudicato ”positivo” l’incontro, spiegando che il criterio guida della riforma deve essere l`universalità delle tutele, perché tutti i lavoratori abbiano un sostegno sia per le riduzioni/sospensioni temporanee che per la disoccupazione. Ma sottolineando, tuttavia, che “ammortizzatore universale non significa ammortizzatore unico”: ferma restando un’adeguata tutela di base per importo e durata che deve essere uguale per tutti, dice il sindacato di Via Po, si deve tenere conto delle differenze tra settori e dimensioni aziendali, anche valorizzando la bilateralità.
Si convinto, infine, al sistema di ammortizzatori universali dalla Cgil. La segretaria confederale Tania Scacchetti ha spiegato che “sistema universalistico significa garantire misure di protezione a tutti i lavoratori sia in costanza di rapporti di lavoro che per cessazione dello stesso. Significa prevedere un reddito anche ai lavoratori autonomi con caratteristiche dipendenti, e a tutti i lavoratori con contratti di collaborazione coordinata continuativa. Crediamo che i lavoratori, nonostante le differenze tra settori e le dimensioni delle imprese, debbano ambire a misure omogenee: dal trattamento economico, ai criteri di accesso fino alla durata”.
Da parte sua, il ministro Orlando ha invitato tutti a fare un passo ”in un’unica direzione”, pur nella consapevolezza, ha ammesso, che ci sono opinioni diverse. Intanto, ha annunciato per la prossima settimana un documento sugli ammortizzatori, lasciando però a un secondo momento il tema della universalità.




























