di Leonello Tronti, presidente Associazione economisti del lavoro
Nel 2005 l’Università “La Sapienza” di Roma, in collaborazione con l’AIEL (Associazione italiana degli economisti del lavoro), la Banca d’Italia, la Cisl, l’Università di Roma Tre, la SIE (Società italiana degli economisti) e il Club dell’economia, ha organizzato la conferenza internazionale “Social Pacts, Employment and Growth” per commemorare la figura e l’opera dell’economista Ezio Tarantelli a vent’anni dalla sua tragica quanto prematura scomparsa. Il volume che raccoglie lavori derivanti dai contributi più significativi presentati alla conferenza è in corso di stampa presso l’editore Physika-Springer Verlag di Heidelberg.
La conferenza è stata l’occasione per fare il punto sullo stato e sui risultati dei patti sociali, in Italia come in Europa; e ha offerto, in particolare, l’opportunità di mettere a fuoco il tema del rapporto tra patti sociali e crescita economica. A questo fine, tre degli organizzatori dell’evento (Nicola Acocella dell’Università la Sapienza di Roma, Riccardo Leoni dell’Università di Bergamo e lo scrivente) nei mesi scorsi si sono dedicati ad un’approfondita analisi dell’andamento della produttività nel nostro apparato produttivo, comparandolo a quello dei principali sistemi europei nostri concorrenti e riscontrandone lo stato di preoccupante criticità. Abbiamo quindi valutato attentamente i risultati dei principali studi a livello internazionale sui fattori che influenzano la dinamica della produttività in contesti caratterizzati da globalizzazione della competizione, pervasività delle innovazioni ICT e alta valenza della conoscenza organizzativa. Infine, abbiamo riconsiderato gli insegnamenti del nostro collega Ezio Tarantelli e i risultati ottenuti in Italia dalle politiche di concertazione, prima nel rientro dell’inflazione, poi nell’aggancio alla moneta unica e quindi nel miglioramento delle opportunità di lavoro e nell’ampliamento dell’occupazione.
Siamo arrivati alla conclusione che, in considerazione delle criticità riscontrate dall’economia italiana nell’area cruciale della produttività e della crescita, è opportuno proporre con forza all’attenzione dell’attore politico e delle parti sociali l’urgenza di un nuovo patto sociale. Da un lato occorre riprendere con coerenza il disegno del Protocollo di luglio ’93 per porre rimedio, in particolare, all’indebolimento degli incentivi, per i lavoratori e per le imprese, allo sviluppo della produttività. Dall’altro occorre affrontare il tema della produttività prestando attenzione, oltre che ai fattori più volte richiamati nella pubblicistica e nel dibattito politico (infrastrutture, ricerca, istruzione, ecc.), anche all’aspetto dell’organizzazione produttiva, sul quale l’insieme delle imprese italiane – salvo lodevoli ed eccellenti eccezioni – mostra preoccupanti segnali di ritardo.
L’andamento della produttività deriva, infatti, in modo significativo e complementare da tre fattori: le nuove tecnologie, i disegni organizzativi e le nuove pratiche di lavoro ad alta performance. Questi fattori sono tra di loro collegati da una ricca rete di relazioni, a tal punto che (come le ricerche internazionali ma, ormai, anche nazionali dimostrano) l’effetto dei cambiamenti introdotti in uno di questi fattori risulta significativamente maggiore solo in presenza di contemporanei adattamenti anche negli altri fattori.
Dal momento che in questi cambiamenti il lavoro, le competenze dei lavoratori e le relazioni industriali sono pesantemente chiamati in causa, abbiamo ritenuto che – nell’interesse generale del Paese, e nello spirito della concertazione del 1993 – si debba pervenire ad un nuovo patto tra governo, imprese e sindacati in cui si configuri uno scambio fra un controllo sulla crescita dei salari reali (ai quali va comunque assicurato il ruolo macroeconomico di componente principale della domanda interna) e un impegno credibile ad introdurre i cambiamenti organizzativi capaci di assicurare una ‘via alta alla produttività e alla crescita’.
Le puntuali indicazioni della nostra proposta, sottoscritta da quasi un centinaio di scienziati sociali, sindacalisti e politici, sono esposte nel manifesto “Per un nuovo patto sociale sulla produttività e la crescita” che il “Diario del Lavoro” presenta nella sua Documentazione.
Anche a nome degli altri promotori, invito caldamente quanti si riconoscono nelle analisi e nelle proposte del manifesto a sottoscriverlo collegandosi al sito www.pattosociale.altervista.org, e invito quanti ritengono di poter contribuire al suo miglioramento e alla sua applicazione concreta a farmi pervenire i loro commenti e suggerimenti all’indirizzo di posta elettronica lgtronti@yahoo.it.


























