I ministri dell’industria di Italia, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo e Polonia lanciano un appello alla Commissione europea finalizzato a reagire al “dumping” attuato dalla Cina sulla siderurgia, che “rischia di far sprofondare il settore europeo dell’acciaio”. Bisogna “utilizzare tutti gli strumenti disponibili”, affermano i ministri dei vari Paesi, tra i quali la titolare dello Sviluppo economico Federica Guidi, in una lettera congiunta.
In particolare si chiede di far ricorso agli “strumenti di difesa commerciale nell’ambito delle regole dell’organizzazione mondiale del commercio”, il Wto. Un appello che oltre al comparto specifico per il quale è rivolto, risuona inevitabilmente anche come una messa in discussione dell’ipotetico futuro riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato.
Un tema controverso, su cui è impegnata la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstroem, che il mese scorso aveva chiesto al suo omologo cinese di ridurre le capacità produttive.
Secondo i produttori europei, la Cina sta di fatto vendendo acciaio sottocosto, in una fase peraltro già molto difficile in cui il comparto risente del rallentamento delle economie emergenti. I ministri firmatari invitano la Commissione muoversi di sua iniziativa e “a non aspettare che i danni dovuti a pratiche commerciali sleali diventino irreversibili”.



























