Sono scesi dal tetto – dopo aver minacciato di lanciarsi nel vuoto – gli ultimi sette dipendenti dello stabilimento Marcegaglia in viale Sarca a Milano, che dal primo luglio protestavano contro la proposta dell’azienda di trasferirli nell’impianto di Pozzolo Formigaro (Alessandria) o di licenziarli. La protesta, in realtà, non è finita: gli operai continuano in un carroponte all’interno della ditta. Secondo quanto comunicato dalle parti, per martedì è stato fissato un incontro tra azienda e sindacati alla presenza del prefetto per discutere della loro situazione e cercare un possibile accordo. La mattina di lunedì i manifestanti si sono legati a una fune e hanno minacciato di gettarsi nel vuoto tagliandola con un coltello. La polizia ha monitorato la situazione assieme ai vigili del fuoco, entrambi pronti a intervenire in caso di necessità.
Tutto è iniziato quando l’azienda, circa un anno fa, ha chiuso l’attività e i lavoratori che non hanno accettato il trasferimento – sette – sono stati messi in cassa integrazione che, date le nuove disposizione sugli ammortizzatori sociali decisi dal governo Renzi, è finita dopo 12 mesi. La Fiom-Cgil, che “appoggia la protesta”, denuncia che il gruppo Marcegaglia “non ha accettato di trasferire i lavoratori negli stabilimenti, quattro, di Lecco e di Bergamo, perché l’obbiettivo fin da subito era disfarsi dei dipendenti”.

























