“La trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale del credito è estremamente difficile, ma se le parti dimostrano la volontà di raggiungere un accordo, i temi in campo possono portare a una soluzione di equilibrio complessivo, nella quale siano mantenuti i capitoli salienti. Nello specifico il consolidamento dell’Area Contrattuale, garanzie sotto il profilo occupazionale e per l’ingresso di giovani nel settore, il rafforzamento della contrattazione integrativa, cui demandare anche la definizione specifica degli inquadramenti in un quadro generale condiviso, una crescita salariale coerente con le dinamiche inflattive”.
È con queste parole che il segretario generale della Uilca Massimo Masi ha concluso la sua relazione alla Commissione Contrattuale dell’Organizzazione, convocata a Bologna venerdì 27 marzo.
Masi ha aggiunto che “la Uilca non teme la disapplicazione del Contratto Nazionale minacciata dalle banche, che sarebbe contestata in ogni modo, con una conflittualità costante e diffusa in aziende e Gruppi a tutti i livelli, ma ribadisce la necessità di definire un Contratto Nazionale per ribadirne il valore sociale, politico ed etico”. In tale ambito il segretario generale Uilca ha ringraziato il presidente dell’Abi Antonio Patuelli per la sua dichiarazione pubblica, con cui ha invitato tutti a usare ragionevolezza, rafforzando quindi l’importanza che il settore continui ad avere un Contratto Nazionale.
Nella sua disamina il segretario generale della Uilca ha evidenziato che il sindacato ha provato a lanciare una sfida di riforma del settore, che Abi non ha colto, tentando invece di destrutturare il settore.
Queste due posizioni hanno portato a uno scontro che sta mettendo in dubbio un bene fondamentale come il Contratto Nazionale, dando forza alle posizioni oltranziste di qualche azienda del credito, che evidentemente punta a uno sgretolamento del sistema del credito, a logiche di contrattazione solo aziendale, a un caos normativo ed economico, con la speranza di usare il costo del lavoro come strumento di concorrenza.
“Noi respingiamo con forza questa impostazione – ha dichiarato il segretario generale Uilca – di cui contestiamo anche l’impianto ideologico di riferimento, sostenuto da chi vuole indebolire ed emarginare la rappresentatività e il ruolo dei corpi intermedi della società e il valore della contrattazione collettiva nazionale”.

























