Brexit, si parte. La premier britannica Theresa May ha annunciato che il prossimo 29 marzo chiedera’ ufficialmente all`Unione europea l`avvio delle procedure di uscita della Gran Bretagna. Lo ha reso noto stamattina un portavoce di Downing Street, e la notizia e’ stata confermata anche dal portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, aggiungendo che nelle sedi europee e’ tutto pronto da tempo per avviare la procedura.
Dal 29 prendera’ così il via a un delicato processo negoziale che durerà al massimo due anni: entro il 2019, che ci sia o meno un accordo con l’Ue, la Gran Bretagna lascera’ l’Unione.
Un paio di mesi, invece, sono il tempo che occorrera’ per l`avvio vero e proprio dei negoziati tra Londra e Bruxelles: il tempo necessario all`Unione per formalizzare la sua posizione.
A questo proposito, i leader dei Ventisette tra fine aprile e inizio maggio terranno un vertice straordinario a Bruxelles per approvare le linee guida negoziali. Poi i ministri degli Affari europei, riuniti nel Consiglio Affari generali, si incontreranno per elaborare nelle settimane successive al vertice un documento molto più dettagliato e basato sulle raccomandazioni della Commissione.
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha detto che diffonderà una bozza delle linee guida negoziali entro 48 ore dall’avvio della Brexit. Conterranno indicazioni delle linee rosse da non oltrepassare nei prossimi due anni e verranno trasmesse alle capitali del 27 Paesi rimanenti. I diplomatici inizieranno a preparare un vertice straordinario, che dovrebbe tenersi tra fine aprile e inizio maggio. Entro 24 ore dal vertice, poi, la Commissione Ue farà il suo primo passo formale nel processo di avvio della Brexit, emettendo un’iniziale “raccomandazione di apertura negoziati”.
I ministri degli Affari europei dei Ventisette, riuniti nel cosiddetto Consiglio Affari generali, si incontreranno quindi per elaborare le “direttive negoziali”. Le direttive comprenderanno le tre questioni chiave che la Ue vuole risolvere per prime, preferibilmente entro la fine di quest’anno: il conto che Londra dovrà pagare, le garanzie per i cittadini Ue che vivono nel Regno unito e il confine dell’Irlanda del Nord.
Approvate le direttive negoziali, il capo negoziatore per la Brexit della Commissione Ue, Michel Barnier, avra’ il mandato ad aprire il negoziato. Solo allora la trattativa iniziera’ ufficialmente: la data sarà attorno a fine maggio, inizio giugno, quasi un anno dopo il referendum in cui i britannici hanno scelto di abbandonare l’Unione.
La Ue ha precisato che discuterà dei futuri rapporti con il Regno Unito, compreso un possibile accordo commerciale, solo dopo aver sgomberato il tavolo dalla questione finanziaria, da quella dei diritti dei cittadini Ue e dall’Irlanda del Nord. Londra sostiene di voler fare il contrario. In ogni caso, Barnier ha fissato ottobre 2018 come ultima data utile per una bozza di accordo sulla Brexit, che andrà poi approvata dal parlamento britannico, dai leader europei e dall’europarlamento, che avrà l’ultima parola.
In ogni caso, la Gran Bretagna lascerà ufficialmente la Ue due anni dopo la notifica dell’articolo 50, con o senza accordo. In teoria i negoziati potrebbero essere prorogati, ma difficilmente i Ventisette troveranno un accordo, in vista delle elezioni del Parlamento europeo a giugno 2019. Anche se Londra riuscirà ad accordarsi con la Ue, l’intesa sarà probabilmente parziale e transitoria. Ci vorranno anni, sette secondo Tusk, dieci secondo l’ex ambasciatore britannico a Bruxelles, per un accordo in piena regola sui rapporti futuri.


























