Prosegue il rilancio degli stabilimenti Menarini (ex Industria Italiana Autobus) di Flumeri e Bologna, ma mancano le commesse che diano certezze sulla continuità produttiva. Martedì 16 dicembre, nell’incontro tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la direzione aziendale ha fatto il punto della situazione.
Secondo quanto riferito, riportano i sindacati presenti all’incontro, è stata raggiunta la normalizzazione degli assetti produttivi – circa 400 bus costruiti quest’anno e nuovi modelli in sviluppo fino al giugno 2026 per completare la gamma dagli 8 ai 18 metri, mente il 6 metri sarà sviluppato successivamente. Di contro, la situazione risulta negativa sul versante dei carichi produttivi. A Flumeri, infatti, le commesse dovrebbero esaurirsi fra febbraio e aprile. I sindacati riferiscono che nel biennio 2024-2025 in Italia sono stati bandite gare pubbliche per un numero assai limitato di bus e per giunta anche le gare aggiudicate non stanno generando effettivi ordinativi. “Ciò determinerà purtroppo il ricorso alla cassa integrazione nei reparti produttivi, che mette a rischio il futuro stesso di Menarini. Solo lo sblocco e la aggiudicazione di nuovo bandi può dare evidentemente un futuro alla nostra industria di autobus”.
Sullo stabilimento di Bologna, invece, permangono le incertezze legate alla destinazione e alla proprietà degli spazi produttivi oggi di proprietà di Leonardo Spa, a cui si aggiunge la proroga della CIGS per il 2026 che sarà oggetto di incontro in Regione Emilia Romagna il 18/12/2025.
“Come sindacato abbiamo chiesto al Governo di svolgere un ruolo di regia per difendere la mobilità sostenibile e l’industria nazionale; il Mimit si è detto pronto ad attivarci per poi riconvocare il tavolo di confronto a inizio 2026”.
























