La discussione continua, ma si è consumata nessuna spaccatura. Questo l’esito dell’incontro di domenica 9 gennaio, tra la confederazione e la sigla dei metalmeccanici sul referendum per la fabbrica torinese che si terrà il 13 e 14 gennaio. Le due parti sono d’accordo nel giudicare l’intesa negativamente, resta il problema di come gestire la mancata firma dell’intesa, con l’esclusione della Fiom dalla rappresentanza degli operai in caso di vittoria del sì. La Cgil sarà comunque al fianco della Fiom nello sciopero del 28 gennaio, con Camusso in piazza a Bologna il 27 e invita esplicitamente i lavoratori di Mirafiori a votare no. “L’attenzione – ha spiegato Camusso – si sposta dunque a dopo la consultazione, quando bisognerà garantire la libertà dei lavoratori di avere un sindacato e di eleggere i propri rappresentanti”. “Il timore – conclude – è che se dovessero prevalere i sì, la Cgil – già esclusa da Pomigliano – possa uscire definitivamente anche da Mirafiori”. “La discussione continuerà per trovare le iniziative giuste per rimanere al fianco dei lavoratori”, ha proseguito la segretaria generale. Se ne discuterà, come peraltro già in programma, la settimana prossima all’assemblea delle Camere del Lavoro di Chianciano e poi al prossimo direttivo della Cgil, sabato 15 gennaio, con al centro sempre il tema della rappresentanza. (LF)
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