“Ci si attende che la residenza ai fini fiscali nel Regno Unito non comporti effetti significativi sul carico fiscale del gruppo”. Lo precisa la Fiat in una nota diffusa a seguito di una richiesta della Consob dopo il taglio del rating da parte di Moody’s. “Le società industriali del gruppo, incluse quelle che hanno sede in Italia, si legge, continueranno ad essere soggette ad imposizione fiscale nei vari Paesi in cui operano. Il reddito tassabile della società holding riveste scarsissima importanza rispetto alla posizione fiscale dell’intero gruppo, in ragione della natura delle attività della holding”. Per quanto riguarda l’imposizione per gli azionisti, Fiat ricorda che “i dividendi distribuiti dalle società fiscalmente residenti nel Regno Unito non sono normalmente assoggettati a ritenuta d’imposta. Ovviamente, i dividendi percepiti continueranno ad essere soggetti ad imposizione in base alle regole dei paesi di residenza degli azionisti medesimi”. L’aumento dei ricavi, spiega Fiat, “potrà derivare principalmente dalla presenza commerciale in Nafta dove il mercato è atteso ancora in rialzo rispetto al 2013, seppur con un tasso di crescita più contenuto rispetto agli anni precedenti e dove il gruppo ha l’obiettivo di aumentare il fatturato sopratutto grazie al progressivo consolidamento delle vendite dei modelli introdotti sul mercato negli ultimi 12 mesi, principalmente la Jeep Cherokkee anche la nuova Chrysler 200, che sarà lanciata nel secondo trimestre del 2014.
Quanto all’indebitamento, il Lingotto precisa che escludendo l’operazione di riacquisto delle quote di Chrysler dal Veba, che ha comportato un esborso per il gruppo di circa 2,7 miliardi di euro, nonché l’effetto negativo per circa 0,3 miliardi di euro relativo al consolidamento del debito relativo a joint operations a causa dell’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 11, il saldo atteso tra le risorse generate dalla gestione e gli investimenti di periodo evidenzia un modesto assorbimento di cassa compreso tra 0,1 e 0,6 miliardi di euro. In particolare l’obiettivo in materia di Ebitda è in crescita, coerentemente con il target di trading profit e l’incremento degli ammortamenti.
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