Questa mattina all’alba, a San Giorgio di Piano sulla linea Bologna-Venezia, un operaio di 47 anni della Selcef Group Spa, ditta appaltatrice esterna che stava lavorando per conto di Rfi, è morto travolto da un treno intercity durante le in operazioni di manutenzione sulla rete. La dinamica di quanto accaduto è al vaglio delle autorità competenti, alle quali Rfi sta offrendo la più ampia collaborazione. Da una prima ricostruzione, per cause ancora da accertare, al momento dell`investimento il tecnico si sarebbe spostato al di fuori dell`area interessata dalle lavorazioni. L’infortunio mortale è avvenuto nel territorio del comune di San Giorgio di Piano, in provincia di Bologna.
A fronte di questa ennesima tragedia la Fiom-Cgil si prepara allo sciopero. Così Silvia Simoncini, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile salute e sicurezza, e Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità: “Nell’esprimere il cordoglio e la vicinanza di tutte le metalmeccaniche e di tutti i metalmeccanici alla famiglia dell’operaio deceduto e nell’attesa che la magistratura faccia chiarezza su quanto accaduto, pur non essendo l’azienda in questione sindacalizzata, per impedire che questi avvenimenti diventino la tragica normalità, la Fiom-Cgil proclama 4 ore di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Salcef Group Spa. Lo sciopero verrà articolato a livello territoriale e delle singole unità produttive”.
La Fillea-Cgil parla di “ennesima strage di Stato” e chiede la riapertura del tavolo sulla sicurezza: “Brandizzo non è servito a nulla”, denuncia il sindacato. “Serve il coraggio di Rfi nell’ammettere che come sono gestite oggi le manutenzioni non va bene. Bisogna limitare i sub appalti, qualificare davvero gli operatori economici e rivedere i tempi di intervento come richiesto nel corso del confronto dopo Brandizzo. I lavoratori che sono impiegati nelle manutenzioni fanno turni massacranti. Pertanto abbiamo rivendicato unitariamente la riapertura del tavolo di confronto con la Rete Ferroviaria Italiana, interrotto proprio per la mancata volontà di accettare le nostre richieste”.
Per il sindacato nazionale degli edili della Cgil, “il confronto ha lo scopo di arrivare ad una precisa definizione, non più rinviabile vista la gravità e la frequenza degli eventi infortunistici. C’è bisogno di efficaci misure di sicurezza e controllo delle condizioni di lavoro degli operatori economici per la realizzazione delle opere di manutenzione della rete ferroviaria, nonché di tutte le attività affidate ad imprese terze, afferenti al settore delle costruzioni, da parte di codesta committenza”. E ancora: “Servono controlli stringenti a partire proprio dalle grandi committenze pubbliche. La sicurezza non può essere intesa come burocrazia espletata: basta subappalti”.
Di fronte all’ ennesimo infortunio mortale avvenuto per effettuare la manutenzione ferroviaria e in attesa che la Magistratura svolga il suo compito, “tutti abbiano rispetto di chi lavora e dei loro familiari – afferma la Fillea Cgil – per questo motivo riteniamo inaccettabili le dichiarazioni di chi alla ricerca dell’errore umano, prova a dire che ‘l’operaio si sarebbe spostato fuori dall’ area di lavoro’”.
Al Governo e anche del vice premier Salvini “diciamo di aprire un confronto serio su salute e sicurezza queste sono tutte imprese a cui non si applica la tanto sbandierata patente a crediti, perché esentate dalla stessa norma, che non serve e non salverà la vita dei lavoratori. Dopo Brandizzo è proprio vero che non c’è stata nessuna risposta”.
e.m.
























