A seguito degli eventi di Parigi, all’interno del margine di flessibilità aggiuntivo richiesto dall’Italia alla Commissione europea (la cosidetta “clausola migranti”) si aggiungono le esigenze di spesa per la sicurezza, che saranno usate “non tanto per anticipare l’abbattimento dell’Ires al 2016 quanto per indirizzare le risorse alla voce sicurezza”. E’ quanto ha affermato il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, in audizione davanti al comitato di controllo su Schengen.
“Se dovessero aumentare i flussi migratori l’esigenza di nuovi fondi per gestire l’emergenza nel 2016 potrebbe arrivare fino a 4 miliardi di euro”, ha aggiunto Pier Carlo Padoan, il quale ha tenuto a sottolineare quindi che “la richiesta fatta dall’Italia alla Ue di ulteriori margini di flessibilità per lo 0,2% del Pil (pari a 3,3 miliardi di euro) è da ritenersi rigorosa”.
Padoan, parlando davanti al comitato di controllo su Schengen, ha spiegato che il governo ha elaborato “due scenari” per valutare “l’onere” dell’emergenza migranti e “di conseguenza” la richiesta di maggior flessiboità alla Ue sui conti. “Lo scenario costante prevede che anche nel 2016 e dopo si continuino a spendere questi 3,3 miliardi” mentre “nella prospettiva di un’acuirsi della crisi” l’onere potrebbe raggiungere i “4 miliardi”. Quindi “la nostra è una proposta che noi consideriamo rigorosa”.
Per quanto riguarda le spese di cooperazione e rimpatri, le prime, ha spiegato Padoan, “non sono incluse” mentre “sono incluse quelle per i rimpatri che evidentemente potrebbero andare crescendo nel tempo”.



























