Tutta colpa di San Teobaldo, patrono di Badia Polesine, 11 mila abitanti in provincia di Rovigo. A Badia Polesine ha sede la G.R.I, azienda metalmeccanica che produce motori per i condizionatori della Aermec, 200 dipendenti. Solo il 15% della produzione e’ pero’ assorbito dall’azienda ‘’madre”, il resto e’ destinato a clienti terzi. Qualche settimana fa alla G.R.I si prospetta la possibilita’ di acquisire una commessa da un nuovo cliente. In tempi di crisi, una manna dal cielo. Non tanto per il fatturato: oggi i margini di guadagno sono molto risicati, rispetto all’epoca delle vacche grasse; il nuovo cliente, pero’, e’ una garanzia per sostenere la produzione ed evitare picchi negativi. C’e’ pero’ un problema: per ottemperare all’impegno con il nuovo cliente occorre lavorare ventre a terra. E qui entra in ballo San Teobaldo. La festa del santo cade il 1 luglio, un giovedì. Festivita’ infrasettimanale, che interrompe il ritmo della produzione. L’azienda propone ai rappresentanti sindacali uno scambio: si lavora il 1 luglio, e si recupera la festivita’ attaccandola al periodo di ferie in agosto, dopo aver completato la commessa del nuovo cliente. I sindacati si consultano tra loro e poi rilanciano cosi’: va bene, si lavora il primo luglio, ma la giornata verra’ recuperata anche da un punto di vista salariale, pagandola come straordinario festivo. Vale a dire il 50% in piu’ rispetto alla normale retribuzione. Un costo che pero’ l’azienda non puo’ sostenere: e dunque, e’ costretta a rinunciare al nuovo cliente. Se in autunno fosse costretta a ricorrere alla Cig per scarsita’ di commesse, i lavoratori dovranno rivolgersi San Tebaldo perche’ conservi loro il posto….
(N.P.)


























