La Uiltec boccia come “inaccettabile” la decisione della Bridgestone Europe di chiudere lo stabilimento di Bari e chiede “la convocazione di un tavolo da parte del ministero dello Sviluppo economico, alla presenza del management europeo e delle istituzioni locali”. Il sindacato, sottolinea il segretario generale Paolo Pirani, “metterà in atto tutte le iniziative sindacali necessarie affinché si possa scongiurare la chiusura dello stabilimento”.
“L’annuncio – afferma – della chiusura dello stabilimento di Bari è una notizia terribile che giunge inaspettata e apre una fase drammatica per i 950 lavoratori della ditta, ai quali vanno ad aggiungersi quelli dell’indotto. Questo è solo l’ultimo di una serie di annunci che riguardano la chiusura o riduzione del personale da parte di aziende del sistema manifatturiero in Italia”. “Urge pertanto – aggiunge il sindacalista – un piano industriale che salvaguardi e rilanci l’intero settore”.
“Ci colpisce – sottolinea Pirani – la modalità sbrigativa con cui il management europeo ha comunicato la decisione alle Rsu attraverso una conference call, adducendo come motivazione il calo del 13% delle vendite dovuto alla difficile congiuntura economica e alla crisi del mercato dell’auto. Riteniamo che tali motivazioni non siano sufficienti a giustificare una scelta così drammatica”.
“Una visione miope questa da parte dell’azienda – conclude il segretario generale della Uiltec – che non vede al di là della situazione contingente. Con la cessazione della produzione nello stabilimento di Bari ci chiediamo, infatti, quale futuro potranno avere il Centro europeo di ricerca e sviluppo di Roma e la struttura commerciale di Agrate Brianza”. (LF)
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