Oltre al “danno” dei mancati pagamenti continua la “beffa” per le imprese che “credevano e speravano in una soluzione certa del problema della soddisfazione dei loro crediti nei confronti della pubblica amministrazione”. Lo denuncia Rete imprese Italia che sottolinea in una nota come “il testo del decreto licenziato oggi dalla Camera dei deputati, rimane confermato nell’impianto originario, reso forse ancora più arzigogolato, e mostra, ancora una volta, più attenzione alle esigenze della burocrazia contabile piuttosto che a quelle delle migliaia di imprese creditrici del terziario di mercato, dell’artigianato e dell’impresa diffusa che sono ormai sull’orlo del collasso”.
Rete Imprese Italia, sin dall’inizio ha denunciato l’inadeguatezza del provvedimento per le farraginose interrelazioni tra le diverse amministrazioni e l’assenza di un qualsiasi meccanismo operativo che consentisse alle imprese di ottenere in via diretta il pagamento di quanto dovuto.
“Purtroppo – aggiunge l’organizzazione – nel testo approvato oggi, non vi è traccia di quel principio di compensazione che Rete Imprese Italia ha sempre ritenuto come una imprescindibile clausola di salvaguardia per far ottenere alle imprese quanto dovuto indipendentemente dal pieno ed omogeneo adempimento da parte delle pubbliche amministrazioni ai meccanismi previsti dal decreto”. Rete Imprese Italia auspica, pertanto, una rapida inversione di marcia nell’iter parlamentare di conversione.



























