“Abbiamo deciso, in queste ore, di non sottoscrivere l`accordo proposto da Atac Spa che prevede una nuova organizzazione dei turni dei conducenti. Questo accordo peggiorerà, in termini di produttività, la vita del personale dell`Azienda. Con l`introduzione dello straordinario esigibile, si amplierà ulteriormente la differenza contrattuale tra gli autisti giovani e quelli anziani. Peraltro, è evidente il continuo ricorso a carichi sempre maggiori sugli operatori di esercizio”. Lo scrive il sindacato Faisa Cisal in una nota, annunciando l’attivazione delle procedure di sciopero.
“Siamo convinti, concordando con l`Azienda – aggiunge il sindacato -, che sia necessario un cambiamento. Ma non è certo questa la strada. La Faisa Cisal continua a proporre una necessaria e studiata ristrutturazione che possa rilanciare l`Atac attraverso un sistema industriale adeguato al carico di lavoro atteso per l`Anno Giubilare e che possa sfruttare appieno gli investimenti da realizzare con il PNRR e con i fondi giubilari. È necessario un nuovo sistema retributivo mirato alla premialità produttiva e finalizzato ai sistemi di detassazione fringe benefit”.
“Inoltre – prosegue Faisa Cisal -, questo nuovo accordo viene proposto da un`Azienda che continua a erogare servizi a Roma Capitale in regime di obbligo di impresa e senza un vero e proprio contratto di servizio. Non comprendiamo come si possa pensare di affrontare una ristrutturazione aziendale senza garanzie sul futuro di Atac. Questa situazione sta diventando insostenibile con gravi ripercussioni sul servizio erogato, soprattutto a ridosso del Giubileo 2025”.
“Purtroppo, il clima nel settore dei trasporti è già esasperato per i contratti nazionali non rinnovati – aggiunge la nota -. In questo clima, anche di mancato accordo sulle procedure di sciopero per il rinnovo del contratto nazionale, ci pare assurdo ragionare sulla contrattazione di secondo livello”.
“La Faisa Cisal non resterà ferma – conclude -. Nelle prossime ore attiveremo le procedure di sciopero verso Roma Capitale e Atac Sia, per il bene di Roma, dei romani e soprattutto dei lavoratori”.
E.G.




























