Rotte formalmente le trattative per il rinnovo del contratto tra Abi e sindacati dei lavoratori bancari. Lo riporta l’Ansa, citando fonti sindacali, dopo l’incontro odierno. “L’Abi non ha voluto prendere impegni sul fronte occupazionale sia a livello di settore che di aziende”, è la spiegazione di parte sindacale.
“Queste non sono trattative, ma richieste di presa d’atto da parte di Abi” – ha dichiarato il segretario generale Uilca Massimo Masi – “Le vere trattative non sono mai iniziate e non c’è mai stato un rapporto paritetico tra le parti. Abi non ha saputo o non ha voluto dare accoglimento alla nostra richiesta di nuovo modello di banca, non ha saputo o voluto dare la certezza dell’integrità della categoria con il mantenimento degli attuali occupati (309.000), vuole mano libera sugli inquadramenti e non vuole trovare soluzioni per quanto riguarda le nuove articolazioni del contratto di lavoro. In pratica tutti gli errori del top management devono ricadere sui lavoratori. Loro si autoassolvono, mentre i soli a pagare sono i dipendenti”.
Per il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, “la trattativa con Abi si è interrotta per l’indisponibilità dell’associazione dei banchieri a garantire gli attuali livelli occupazionali e a impegnarsi in termini concreti sul futuro dell’occupazione giovanile”. Che aggiunge: “Anzi, Abi ha teso ad esplicitare come il mantenere l’attuale area contrattuale, prevista nel contratto, costi duecento milioni di euro. Da qui anche l’indisponibilità a misurarsi su quello che noi bancari abbiamo definito un modello di banca al servizio del paese”.

























