Nel 2009 sono state ispezionate 303.691 aziende, delle quali 175.144 sono risultate irregolari. Lo ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi in audizione alla Camera.
Il ministro ha evidenziato che vi è stata “una diminuzione complessiva di interventi del 3,64% ben al di sopra, quindi, della diminuzione del 17% ipotizzata ad inizio anno”. I dati indicano un incremento sostanziale della gravità delle irregolarità riscontrate. Il ministro ha poi messo in luce come nel mezzogiorno il lavoro nero e irregolare “è il doppio che al Nord” e come “il Sud continua ad essere l’area meno reattiva ad interventi di contrasto delle irregolarità”. Agricoltura ed edilizia sono i settori che maggiormente risentono degli infortuni e del caporalato, ha detto ancora Sacconi aggiungendo che sono gli immigrati i soggetti maggiormente esposti al lavoro nero.
Le violazioni in materia di orario di lavoro hanno registrato un aumento di +154%, le violazioni accertate sullo statuto dei lavoratori +262, gli illeciti in materia di sicurezza sul lavoro +56%, ha evidenziato ancora Sacconi. In aumento anche le violazioni in merito alle tutele delle lavoratrici madri, +67% quelle sulla tutela economica, +155% rispetto a quella fisica.
Infine a fronte dei buoni risultati di una maggiore selettività degli interventi di ispezione, il ministro ha auspicato una sempre più “sintesi sinergica delle azioni programmate dai diversi organi ispettivi, unitamente agli interventi delle forze di Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza”. (LF)


























