È iniziata ieri la seconda settimana dello sciopero dei giudici di pace della durata di un mese, fino al 6 maggio, e sono già 200.000 i processi messi in stand-by dall’inizio della protesta.
Le motivazioni alla base dello sciopero sono spiegate in una nota da Maria Flora Di Giovanni e Alberto Rossi, rispettivamente presidente nazionale e segretario generale dell’Unione nazionale dei giudici di Pace, che accusano “l’ormai sfiduciato” ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per la controriforma della magistratura onoraria e di pace concertata con l’Anm. Controriforma che, secondo Di Giovanni e Rossi, è stata messa a punto “senza tenere in alcun conto le richieste della categoria, calpestando i diritti dei cittadini ad un processo celere dinanzi a un giudice professionale e terzo, violando tutte le raccomandazioni e decisioni della Corte di Giustizia Europea, della Commissione Europea, del Parlamento Europeo e del Comitato Europeo dei Diritti Sociali”.
“Gli scioperi – avvertono infine – continueranno finché l’aberrante riforma Orlando non sarà cancellata o integralmente rivista, previa stabilizzazione dei magistrati in servizio alla stregua della legge 217 del 1974 sui vice pretori onorari”.


























