“Con una forte iniziativa di contrasto ed incentivazione all’emersione è possibile recuperare risorse fondamentali per affrontare e superare la crisi”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, in merito al rapporto sull’economia sommersa dell’Istat dove emerge come “il sommerso e il lavoro nero rubano diritti alle persone e risorse al futuro del paese”. Secondo il sindacalista i dati confermano “l’ampiezza del fenomeno che nel 2008 torna a crescere e che non è difficile prevedere che la crisi farà aumentare ancora”.
“Un fenomeno che in Italia ha raggiunto livelli di vero allarme”, ha commentato il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. A suo giudizio servono risposte articolate per contrastare questo fenomeno: rafforzamento quantitativo e qualitativo dell’ispezioni sul lavoro; rilancio dei contratti di emersione e dei comitati provinciali di contrasto al lavoro sommerso (Cles); ampliamento dell’utilizzo della lotta al trafficking non solo per le vittime della prostituzione, ma anche per quelle del caporalato, allungamento del permesso di soggiorno per i lavoratori immigrati che hanno perso il posto di lavoro; incentivi alle famiglie per la regolarizzazione del lavoro di cura, utilizzo dei voucher per il lavoro occasionale”. “L’atteggiamento della Cisl – conclude Santini – è quello di sempre: ci opponiamo culturalmente e politicamente alla cultura dell’illegalità, allo sfruttamento dei più deboli, al dumping sociale delle imprese che impiegano irregolarmente i lavoratori”. (FRN)


























