Gianni Principe
Secondo quelli che sono stati chiamati i parametri di Lisbona, i paesi dell’Unione europea, devono, entro il 2010, dare lavoro al 70% della popolazione adulta e portare sotto il 10% il divario fra occupazione maschile e femminile. Per l’Italia significa 500 mila nuovi occupati ogni anno per 10 anni, di cui almeno 300 mila donne. Partendo da questi obiettivi il libro passa in rassegna la situazione italiana: da i ritardi nella costruzione di politiche attive dell’impiego alla flessibilità nel lavoro su cui si scontrano sindacati e imprenditori, dalle difficoltà nel riprogettare la formazione alle incongruenze del sistema di ammortizzatori sociali. Per ognuno di questi temi c’è una storia alle spalle, una dinamica in corso, attori sociali e istituzionali in movimento. Il volume non indica una ricetta ma una ricerca di soluzioni non facili, e ammonisce sulla funzione fondamentale che assume, in questo quadro, il dialogo sociale.


























