Per il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, intervenendo a Milano ad un convegno su edilizia e tecnologia, la ripresa dell’economia italiana è legata anche da un contesto più favorevole alla crescita che si sta delineando in Italia grazie alle riforme recentemente avviate. Ma aggiunge che “tornare a investire è una priorità” del Paese e per “consolidare la ripresa e riportare l’economia in una fase espansiva” occorre “portare i livelli di spesa pubblica al 3 per cento del Pil”.
Per Squinzi, la ripresa dell’economia italiana è legata alla caduta dei prezzi del petrolio, al deprezzamento dell’euro e all’aumento della liquidità favorito dalle misure della Bce ma “dipende anche da un contesto più favorevole alla crescita che si sta delineando in Italia grazie alle riforme recentemente avviate”.
“Va riconosciuto – ha affermato Squinzi – che il governo italiano si sta muovendo nella giusta direzione, con azioni mirate al sostegno delle imprese”, come l’eliminazione della quota lavoro dell’Irap, la totale decontribuzione dei neo assunti per un periodo di tre anni, il credito d’imposta per la ricerca e la conferma dei bonus sull’efficienza energetica e le ristrutturazioni edilizie.
“L’economia italiana – sottolinea Squinzi – è a un punto di svolta e l’uscita dal lunghissimo tunnel della crisi sembra avvicinarsi, finalmente”.
“Sono positive – ha detto Squinzi – le previsioni sulla produzione industriale, nonostante l’inaspettata frenata di gennaio, che con tutta probabilità verrà recuperata in febbraio. Il livello degli ordini è in crescita, sostenuto soprattutto dalla domanda estera che risulta in accelerazione anche grazie a un favorevole andamento dei tassi di cambio”.
Squinzi ha quindi rilevato che “anche la fiducia dei consumatori cresce e si registrano incrementi” dei consumi, con immatricolazioni auto in aumento e segnali di ripresa anche nella compravendita di immobili.
“Mancano ancora all’appello – ha aggiunto il presidente di Confindustria – una ripresa più convincente della domanda interna e una conseguente uscita dalla deflazione, ma diversi segnali lasciano presagire una dinamica positiva”.
























