Lo stop al tavolo sul nuovo modello contrattuale, disertato da Uil e Cgil, è “un fatto grave” che “sembra la fine di un progetto” ma “in fondo resto moderatamente ottimista”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nel corso di una conferenza stampa. La mancata partecipazione di Uil e Cgil “mi sembra un fatto grave perché dopo una lunga serie di contatti pensavamo che a questo tavolo fossero tutti presenti” ha detto “sembra la fine di un progetto e di un futuro”. Dopo lo stop di ieri, ha aggiunto Squinzi “noi non abbiamo ancora preso una decisione. Ho consultato il comitato di presidenza dove ho riscontrato una convergenza di vedute e domani c’è il consiglio generale a Taranto”.
“In ogni caso la nostra posizione non cambia – ha concluso Squinzi – perché penso che in questo momento ci sia bisogno di svecchiare le relazioni industriali del nostro Paese ed uscire dall’equivoco che si possa procedere con lunghi negoziati. Il mondo va ad una velocità molto diversa. Ma in fondo rimango moderatamente ottimista”.
Alle accuse del presidente di Confindustria ha subito replicato il leader Uil Carmelo Barbagallo:” Squinzi invoca velocità, ma e’ proprio lui che continua a frenare: la Uil, infatti, è stata velocissima, fin da febbraio e’ pronta la nostra proposta legata a parametri moderni e di sviluppo. Su quella base, si sarebbe potuto avviare il confronto subito e, ora, avremmo già un nuovo modello. Ma la Confindustria, evidentemente, era distratta”.
Pochi giorni fa, ricorda ancora il leader della Uil , “Squinzi aveva assunto un impegno: invitare le Federazioni datoriali di categoria a non bloccare le trattative per il rinnovo dei contratti. Ebbene, delle due l`una: o non l`ha fatto o non è stato ascoltato. Ed è questo il fatto grave. Noi però vogliamo essere ottimisti, così come si è dichiarato lo stesso presidente di Confindustria, e siamo convinti che manterrà l`impegno. Siano loro veloci, dunque, nel dare gli aumenti salariali ai lavoratori”. Dunque, conclude, “appena le trattative categoriali ripartiranno, anche il negoziato interconfederale per la riforma del sistema contrattuale potrà entrare nel vivo. Insomma, noi siamo ai blocchi di partenza, Squinzi sta ancora facendo il preriscaldamento: lo aspettiamo, ma la nostra pazienza non è quella di Giobbe”.