Tiziano Treu è dal 1 ottobre il nuovo presidente della International Society for Labour and Social Security Law, l’associazione mondiale dei giuslavoristi che riunisce 58 Paesi. È la prima volta di un italiano alla presidenza, che verrà ricoperta fino al 2018.
La nomina di Treu, decisa all’unanimità, e’ stata formalizzata dall’ Assemblea Generale dell’ISLSSL, arriva al termine del ventunesimo Congresso mondiale di Cape Town, in Sudafrica, nel corso della quale oltre 500 tra i maggiori esperti mondiali di diritto del lavoro hanno affrontato i temi di grande attualità: dal futuro della contrattazione collettiva in un mondo globalizzato, alla sicurezza sociale in periodi di austerità e di invecchiamento della popolazione.
Ma il vero nodo, a parere degli esperti riuniti a Cape Town, sarà la definizione degli strumenti da inserire nelle leggi e politiche del lavoro per rispondere oggi ai bisogni dei nuovi lavori “informali e mobili o migranti” Il tema dei migranti (250 milioni di migranti oggi nel mondo e in maggioranza impegnati in lavori atipici) non è quindi solo un tema di cronaca di questi giorni, ma anche un argomento giuslavoristico del futuro prossimo, che dovrà essere integrato nei provvedimenti del lavoro e della previdenza.
Tiziano Treu, 76 anni, aggiunge così un ulteriore tassello ad un lungo percorso che lo ha visto Ministro del Lavoro per due governi, dal 1995 al 1998, Ministro dei Trasporti e più volte eletto in Parlamento come Deputato e Senatore. L’ultimo incarico di Treu, prima di questa nomina, è stato quello di Commissario Straordinario dell’INPS, dal quale è uscito rinunciando a qualsiasi forma di compenso per il lavoro svolto nei mesi di guida dell’ente previdenziale.
Quello dei lavori informali, mobili o migranti, è il tema che Tiziano Treu, da neo presidente dell’Associazione, collega anche all’Italia, in relazione al Jobs Act e al dibattito recente sulla riforma Fornero: “Le nostre riforme hanno intercettato positivamente questi temi – sottolinea Treu – con un reale contributo alla stabilizzazione dei lavori precari, una riforma delle pensioni che ha avuto come obiettivo la sostenibilità e l’estensione degli ammortizzatori. Resta ancora drammaticamente aperto il problema dei migranti, anche per gli aspetti di integrazione sociale. Un problema che non può essere risolto solo a livello nazionale, neanche per gli aspetti legati al diritto del lavoro. Anche per le norme, – conclude – bisogna promuovere la collaborazione internazionale per la ricerca”.



























