Tre pensionati su 4 percepiscono assegni sotto i 1.000 euro mensili. Lo rileva il rapporto annuale dell’Inps, secondo il quale il 47,2% delle pensioni Inps ha importi inferiori ai 500 euro mensili; il 28,7% importi compresi fra 500 e 1.000 euro; il 12,5% importi che non superano i 1.500 euro. Il restante 11,6% percepisce pensioni oltre i 1.500 euro lordi mensili.
L’istituto di previdenza segnala che nel 2012 la spesa per le pensioni è notevolmente cresciuta. Infatti, il nuovo Inps eroga ogni mese 21,1 milioni di pensioni sia di natura previdenziale che assistenziale a circa 15,9 milioni di cittadini per una spesa complessiva pari nel 2012 a 261,3 miliardi di euro, con un incremento del 34,4% rispetto a 194,5 mld del 2011. L’aumento, sottolinea l’Inps, è “per lo più ascrivibile alla spesa pensionistica derivata dall’incorporazione degli enti soppressi (Inpdap ed Enpals), che incide per 63,3 miliardi di euro sull’incremento complessivo pari a 66,9 miliardi”.
Il numero delle pensioni Inps al 31 dicembre 2012 è di circa 18,3 milioni. Secondo quanto emerge dal rapporto sul 2012, di queste, circa 3,6 milioni (20%) sono costituite da prestazioni assistenziali mentre è di circa 14,6 milioni (80%) il numero delle pensioni previdenziali. Gli importi medi delle prestazioni differiscono sensibilmente tra le varie tipologie di trattamenti: da 1.527 euro mensili per le pensioni di anzianità a 695 e 606 euro mensili rispettivamente per le pensioni di vecchiaia e di invalidità. Le prestazioni ai superstiti hanno invece un importo medio mensile di 565 euro.
Il valore medio mensile delle prestazioni assistenziali è di 428 euro, in maggioranza (62%) destinati a donne. Dei 3,6 milioni di prestazioni assistenziali, circa 849mila sono costituiti da pensioni e assegni sociali (importo medio mensile 433 euro), mentre oltre 2,7 milioni sono prestazioni agli invalidi civili (427 euro mensili).
Le pensioni a carico della gestione dipendenti pubblici (comprendente magistrati, scuole, forze armate, enti locali e così via) al 31 dicembre 2012 sono 2,8 milioni per una spesa complessiva di 62,3 mld.
Le riscossioni nei primi quattro mesi di quest’anno del nuovo Inps risultano in leggera flessione (-1,1%) a fronte di una crescita del 2,3% del totale dei pagamenti. E’ quanto rileva il rapporto annuale dell’istituto di previdenza, sottolineando che in particolare crescono i contributi dei lavoratori autonomi, per effetto dell’incremento delle aliquote contributive stabilito dalla legge 214/2011 (+6,2%), dei lavoratori domestici (+23,7%), mentre si riducono i contributi delle aziende in conseguenza della crisi in atto (-1,2%) e quelli dei lavoratori parasubordinati (-2,5%).
La gestione dei dipendenti pubblici ha portato in rosso il bilancio Inps. Infatti, nel 2012 la gestione finanziaria di competenza del nuovo Inps (dopo la fusione con Inpdap ed Enpals) ha evidenziato un saldo negativo di quasi 9 miliardi di euro, dovuto esclusivamente alla gestione dei dipendenti pubblici ex Inpdap. Il disavanzo dello scorso anno, pari a 8,996 mld, risulta dalla differenza tra 376,896 mld di entrate e 385,892 mld di uscite. Crolla il patrimonio: l’incorporazione dell’ente pensionistico dei lavoratori della P.A, già in rosso nel 2011 per 10,269 miliardi, ha fatto scendere il patrimonio netto da 41,3 miliardi nel 2011 a 22 nel 2012. Il deficit «non preoccupa la stabilità finanziaria del sistema. Il sistema è in piena sicurezza», ha assicura il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. Sulla stessa linea il ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Dal punto di vista dei conti, ricorda il ministro, la riforma Fornero ha messo in sicurezza il sistema nel lungo termine.
Nel 2012 sono stati autorizzati 1,1 miliardi di ore di cassa integrazione (+12% sul 2011) per oltre 1,6 milioni di lavoratori interessati (+28,5%). L’Inps sottolinea che la spesa totale per le prestazioni è stata pari a 6,2 miliardi di euro (compresa la copertura per la contribuzione figurativa). Sono stati erogati 22,7 miliardi di euro per le prestazioni di sostegno al reddito (compresi i contributi figurativi), tra cassa integrazione guadagni, indennità di disoccupazione e di mobilità, per una platea di beneficiari di circa 3,2 milioni.


























