Vi sono ancora troppi ostacoli ad una ‘effettiva mobilità’ della manodopera nell’Ue.
Lo sostiene un gruppo di studiosi in un rapporto stilato per conto della Commissione europea e pubblicato oggi a Bruxelles.
La ‘task force indipendente di alto livello su competenze e mobilità’, sottolinea un comunicato, presenta una serie di raccomandazioni, chiede fra l’altro una maggiore e migliore formazione linguistica di base, ‘sistemi più semplici di trasferimento delle pensioni e dei diritti alla sicurezza sociale’, come pure una revisione dei sistemi per regolamentare le professioni e riconoscere le competenze acquisite in un altro Stato membro.
Un problema può anche essere la semplice mancanza di informazioni sulle possibilità di lavoro all’estero. Il rapporto indipendente, cui ha lavorato anche Tito Boeri dell’università Bocconi, fornisce alla Commissione una base per procedere con il suo Piano d’azione relativo ai mercati del lavoro in tutta l’Ue per il 2005. Si prevede di presentare il Piano d’azione al vertice di Barcellona della primavera 2002, nell’ambito del nuovo obiettivo della Commissione di ‘gestione del cambiamentò nell’Ue.
‘I cittadini dell’Unione europea – ha affermato la Commissaria Ue per l’occupazione, Anna Diamantopoulou – incontrano troppo spesso difficoltþ quando cercano di spostarsi da un lavoro all’altro e da un paese all’altro. Il divario di competenze – ha aggiunto – uno dei principali incriminati», anche se «è in gioco un potente cocktail di fattori (…) Scopo della Commissione è di portare avanti la realizzazione di mercati del lavoro aperti e accessibili in tutta l’Ue per il 2005’.
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