Con l’abolizione della Tasi sulla prima casa nel 2016, promessa dal premier Matteo Renzi, i 25,7 milioni di proprietari risparmierebbero in media di 180 euro annui (230 euro se si abita in una città capoluogo di provincia”. E’ quanto stima il servizio politiche territoriali della Uil.
Secondo lo studio il risparmio maggiore in valori assoluti si registrerebbe a Torino con 403 euro medi a famiglia. Seguono Roma con 391 euro, Siena 356, Firenze 346; Genova 345, Bari 338, Bologna 331, Foggia 326, Como 321, Ancona 318 e Milano 300.
Per la Uil “ogni riduzione del carico fiscale a carico delle famiglie è la ben venuta – commenta il segretario confederale Guglielmo Loy – però per non incorrere negli errori del passato sarebbe saggio e opportuno che, contestualmente all`abolizione della Tasi, Renzi staccasse 8mila assegni intestati ai comuni, con copertura certa, dall`importo complessivo di 4,6 miliardi di euro. Infatti, a tanto ammonta il gettito per i comuni derivante dalla Tasi, di cui 3,8 miliardi di euro per la prima casa e il resto, 800 milioni, per gli altri immobili”.
Loy sottolinea che “è vitale garantire la totale copertura finanziaria per evitare che si ripeta ciò che gli italiani hanno vissuto in questi anni. Cioè che si cambi il nome, ma non la sostanza, oppure che i comuni aumentino per bilanciare le minori entrate altre imposte e tasse locali. Prima di parlare di abbassare altre tasse il Governo si preoccupi di trovare subito le coperture per 12,6 miliardi di euro per l`anno prossimo al fine di evitare gli aumenti dell`Iva e delle accise”.


























