La beneficenza negli Stati Uniti è aumentata per il quinto anno consecutivo, superando il picco pre-recessione e raggiungendo una cifra stimata nel 2014 di 358 miliardi dollari. A dirlo è il rapporto annuale della Giving Usa Foundation.
Come riporta il New York Times, il rapporto mostra che i contributi sono aumentati in tutte le categorie: privati, aziende, fondazioni e lasciti. Dopo aver raggiunto 355 miliardi dollari nel 2007, le donazioni sono scese del 15% a 303 miliardi di dollari nel 2009, stando al rapporto i cui calcoli sono al netto dell’inflazione.
“La Grande Recessione è stata davvero un doppio smacco, nel senso che c`erano più persone che avevano maggior bisogno – aumento di persone disoccupate, più persone affamate, più persone senza casa – e allo stesso ci sono state meno risorse provenienti dal settore”, ha dichiarato Patrick Rooney, decano associato per la ricerca e gli affari accademici della Lilly Family School of Philanthropy dell`Indiana University, che effettuato le ricerche e redatto il rapporto. “Siamo tornati al punto dove eravamo prima. Tutte le fonti sono in crescita, alcune più velocemente di altre ma stanno tutte crescendo in percentuali piuttosto ragionevoli”, ha poi continuato Rooney.
Sempre come riporta il New York Times, l`aumento delle donazioni individuali, che ha raggiunto lo scorso anno 258,5 miliardi di dollari, ha rappresentato il 54% della crescita, rispetto ai 249 miliardi del 2013. Queste donazioni includono le grandi elargizioni del mondo hi-tech, come gli 1,9 miliardi di dollari donati da Bill e Melinda Gates alla loro fondazione.
Ma un contributo è arrivato anche da imprenditori più giovani.
Sean Parker, co-fondatore di Napster e uno dei primi investitori in Facebook, ha donato 550 milioni alla sua fondazione Fidelity, che si occupa di immunologia e scienze della vita. Anche la Silicon Valley Community Foundation ha beneficiato di alcune importanti donazioni. Tra queste ci sono stati Jill e Nicholas Woodman – fondatore di GoPro – che hanno donato 500 milioni, mentre Jan Koum (co-fondatore di WhatsApp) ne ha versati 556 milioni.
“Le persone stanno rivedendo le priorità delle loro vite”, ha dichiarato Rooney. “Si sono presi questi grandi impegni relativamente presto, ed è un passo coraggioso. È diverso che farlo sul letto di morte”. L`incremento complessivo del 5,4% rispetto al 2013 non è stato uniformemente distribuito tra tutte le categorie. Arte, cultura e studi umanistici, hanno ottenuto l`incremento più alto con il 7,4%, mentre le iniziative internazionali sono risultate l`unico settore in calo del 3,6%.
Per quanto riguarda le altre categorie, come istruzione, ambiente, salute e servizi pubblici-sociali, l`incremento medio è stato tra il 3% il 5%.
L`incremento delle donazioni nel settore dell`arte, della cultura e delle scienze umanistiche è in parte un riflesso dello spostamento di risorse precedentemente destinate ai servizi sociali, i cui bisogni sembrano meno urgenti con la ripresa economica. I soldi devoluti in quella categoria sono aumentate solo dell`1,9%, in rallentamento rispetto all`anno precedente.
Anche le donazioni alle organizzazioni religiose sono diminuite fortemente, registrando solo due versamenti superiori ai 100 milioni di dollari. Il signor Rooney ha dichiarato che c`è anche spazio perché questo business cresca. Ad esempio, le donazioni aziendali sono cresciute del 12%, raggiungendo i 17,8 miliardi di dollari, ma rappresentano solo lo 0,7% dei profitti del loro settore.
Le donazioni, in generale, sono cresciute raggiungendo nuovamente il 2,1% del Pil. Negli ultimi 40 anni, la banda di oscillazione è stata tra il 2,1 e l`1,7%. “Stiamo ancora parlando di questa strettissima banda”, ha dichiarato Rooney che ha poi concluso dicendo: “La filantropia è un`attività volontaria, per cui non si può chiedere di donare di più. Ma la questione è, se siamo la nazione più benestante in un periodo di evidente benessere, dovremmo forse donare di più?”.

























