La Commissione europea ha annunciato che ha deciso di convocare, “a breve”, una riunione delle autorità nazionali responsabili della vigilanza sui gas di scarico dei veicoli, a seguito dello scandalo sulle manipolazioni delle emissioni a Volkswagen. La questione viene presa “molto seriamente” a Bruxelles, ha spiegato la portavoce Lucia Caudet, anche se è prematuro esprimersi sulla necessità di eventuali misure su scala europea. “Bisogna chiarire i fatti e andare fino in fondo, siamo in contatto stretto con Volkswagen e con le autorità Usa per stabilire i fatti”.
La portavoce ha ricordato come l’Ue abbia la competenza sulla definizione dei limiti delle emissioni dei veicoli e dei test per verificarli, mentre l’effettivo monitoraggio spetta alle autorità nazionali “che hanno gli strumenti”. Infine, la portavoce ha riferito che l’Ue sta studiando l’introduzione di nuovi tipi di test su strada per la verifica delle emissioni, invece che affidarsi solo a quelli in laboratorio che erano stati “truccati” negli Usa.
Intanto anche l’Italia accende un faro sulla truffa della Volkswagen ai controlli sulle emissioni dei motori diesel negli Usa. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di contattare, sia il KBA, Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo, il maggiore omologatore delle auto in questione, sia il costruttore.
Il ministero chiede di conoscere se il medesimo illecito, avvenuto negli Usa dove vigono però regole differenti per la omologazione, risulti essere praticato su omologazioni della stessa autorità tedesca per l`Europa e se i veicoli sono stati commercializzati in Italia.
Prosegue infine il crollo delle borse, per tutti i mercati europei: il “Volksgate” sta facendo tremare l’intero comparto automotive del vecchio continente. Borse pesanti e titoli auto in picchiata. A guidare il tracollo è ancora la casa tedesca che lascia sul terreno il 20% dopo il comunicato con il quale ha ufficializzato che le vetture coinvolte sono 11 milioni ed ha annunciato che nel terzo trimestre procederà a un maxi-accantonamento da 6,5 miliardi di euro, ma la cifra potrebbe essere destinata ad aumentare. I listini europei sono in forte ribasso, Francoforte e Parigi cedono intorno al 3%, Londra limita il calo a un -2%, Milano arretra del 2,71%.



























