Il nuovo contratto dei lavoratori General Motors, firmato ieri con United Auto Workers, introduce novità importanti in materia di assistenza sanitaria. L’impegno del gruppo per i pensionati, circa 340.000 ex dipendenti, viene trasferito a un fondo gestito dai sindacati che si chiamerà Veba (Voluntary employee beneficiary association). Il provvedimento, che permette la riduzione dei costi voluta dall’azienda, aspetterà oltre un anno per diventare operativo; deve infatti passare all’esame della Sec, la Consob americana, e di altri organismi di controllo. Il gruppo di Detroit per sostenerne la creazione verserà 35 miliardi di dollari in contanti e titoli. Il sindacato chiedeva certezze sul mantenimento dei livelli occupazionali e si dichiara soddisfatto dalle posizioni dell’azienda. Il risparmio nel costo del lavoro, infatti, permetterà di rilanciare la produzione, tornare competitivi e reggere la concorrenza internazionale, in particolare di Toyota che risulta oggi il primo avversario. Verranno tutelati gli addetti attuali, con generose offerte di pre-pensionamento per quelli di maggiore anzianità, e sono possibili nuove entrate a salari più bassi. Il presidente e amministratore delegato di General Motors, Rick Wagoner, ha spiegato che ‘è stata una delle trattative più complesse nella storia dei nostri rapporti sindacali’. Lo conferma anche il presidente di Uaw, Ron Gettelfinger, che però aggiunge: ‘Non penso che ci saranno licenziamenti nei prossimi quattro anni’. Con la chiusura della vertenza rientra lo sciopero nazionale, che coinvolgeva da due giorni gli 80 siti produttivi del Paese, e il titolo in borsa del gruppo è aumentato del 6% nella sola mattinata di ieri. Il nuovo contratto diventa ora il punto di riferimento per i prossimi negoziati con Ford e Chrysler. (Edn)
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu























