“Petizione per una qualità certificata. Trasparenza, tracciabilità, composizione e origine di prodotti tessili, abbigliamento e pelletteria”. E’ questo il nome del documento presentato ieri dal presidente della Etuf Tlc, Valeria Fedeli, insieme al segretario generale, Patrick Itschert, e al presidente della Etca, Teo Romero. Con questo documento, hanno spiegato, i sindacati europei esprimono la loro preoccupazione per la salute di lavoratori, cittadini e consumatori esposti al rischio di sostanze pericolose nei prodotti. I tessuti e i capi di abbigliamento, si legge in una nota, “possono contenere sostanze nocive, tossiche e cancerogene vietate dalle norme della Ue e dei suoi singoli Stati membri”. L’aumento di traffici internazionali e l’abolizione delle barriere tariffarie, inoltre, espongono il settore a nuovi rischi dovuti all’immissione di prodotti con processo produttivo non controllabile. La petizione chiede dunque alla Commissione europea di intervenire contro le sostanze irritanti nell’abbigliamento, definire i rischi specifici nella produzione e nell’utilizzo finale e coordinarsi con i Paesi membri per creare e aggiornare banche dati in rete. In generale bisogna aumentare la trasparenza, concludono, e far aumentare la consapevolezza e responsabilità dei consumatori attraverso la definizione di un processo di tracciabilità garantita dei prodotti. (Edn)
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