Gli stipendi femminili sono inferiori del 15% rispetto a quelli maschili. E’ quanto emerge da un rapporto diffuso oggi a Bruxelles dalla Commissione Ue, che definisce il divario “inaccettabile”. Particolarmente accentuata la disparità retributiva indiretta, cioè collegata a lavori che hanno lo stesso valore. Lo scarto aumenta con l’avanzare dell’età, il livello di istruzione e gli anni di servizio, arrivando a toccare il 30% per i lavoratori tra i 50 e i 59. Anche la maternità è causa di discriminazione, dato che pesa in maniera determinante sul salario delle donne fino a 25 anni. Il commissario europeo per l’Occupazione, Vladimir Spidla, ha spiegato che lo scenario resta grave “sebbene il 60% delle donne sia diplomato e il numero che accede al mercato del lavoro con un titolo universitario sia superiore a quello del sesso opposto”. (Edn)
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