Il Parlamento di Strasburgo ha votato oggi un rapporto che propone il miglioramento della trasferibilità dei diritti previdenziali, ma non comprende la portabilità tra i diversi Stati membri. Il Commissario Ue all’Occupazione, Vladimir Spidla, giudica favorevolmente il documento, che contribuirà ad eliminare le barriere per chi lavora all’estero, ma spiega che la proposta originaria “era molto più ambiziosa” e avrebbe consentito ai lavoratori che cambiano Paese una reale portabilità dei requisiti. Il rapporto ribadisce l’impegno a introdurre standard minimi per l’accesso ai diritti, per assicurare che i soggetti mobili non siano penalizzati da limiti di età elevati o da periodi di dequalificazione prima dell’uscita, e un equo trattamento dei diritti dormienti. Adesso è compito della Commissione presentare una proposta emendata, sulla base dei rilievi odierni, che dovrà essere approvata dall’unanimità dal Consiglio Ue e passata di nuovo al vaglio del Parlamento. “La mobilità non va punita ma ricompensata”, conclude Spidla, per questo è fondamentale permettere di muoversi nei mercati del lavoro nazionali senza perdere i benefici accumulati.
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