Dalle 9.00 di stamani è iniziato in Israele lo sciopero generale a oltranza, proclamato dalla Histadrut, il principale sindacato nazionale, per protestare contro il mancato pagamento degli arretrati ai dipendenti municipali. Dopo i negoziati falliti con il Governo, risultano paralizzati trasporti pubblici, uffici statali, l’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv e anche i servizi essenziali normalmente garantiti, come i vigili del fuoco. Il segretario generale, Ofer Eini, ha spiegato che “lo sciopero proseguirà finchè tutti non saranno stati pagati”. Si apprende da fonti sindacali che sarebbero circa 3.700 i dipendenti che non percepiscono lo stipendio da lungo periodo, distribuiti complessivamente in 40 amministrazioni locali. Secondo il ministero del Tesoro, invece, si tratterebbe di circa 600 casi che saranno risolti in tempi brevi. La protesta era già stata annunciata il mese scorso e revocata a seguito dell’impegno del primo ministro, Ehdu Olmert, a sbloccare la trattativa. Adesso la fine dello sciopero può essere decretata solo dalla Corte costituzionale del lavoro, riunita attualmente per decidere su un ricorso presentato dall’Esecutivo, che ha il potere di emettere misure restrittive o un’ordinanza di precettazione per i partecipanti. (Edn)
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