Decurtare lo stipendio dei lavoratori del settore pubblico per aumentare quello delle lavoratrici. E’ questo il contenuto della proposta definita in Gran Bretagna da una serie di avvocati in rappresentanza di migliaia di uomini e donne, in causa contro datori e sindacati per la disparità di trattamento salariale. La notizia è apparsa sull’edizione online del Times, che spiega come negli accordi extra-giudiziari molti legali abbiano firmato un compromesso con le trade unions, che prevede una formula di redistribuzione con valore retroattivo per gli scorsi sei anni. Dall’1 aprile, con l’entrata in vigore dei nuovi contratti nazionali, gli uomini potrebbero subire la riduzione di 15.000 sterline lorde all’anno, pari al 40% dello stipendio, mentre 700.000 donne riceverebbero dallo Stato oltre 10 miliardi di sterline di indennizzo per il passato. Contrari alla proposta sono ovviamente gli uomini del pubblico impiego, ma anche le donne che occupano funzioni amministrative di alto grado, che rischiano il taglio del salario a favore delle colleghe con retribuzioni inferiori. Giudizio critico anche dal Governo, che ha espresso la convinzione che non sia questa la soluzione migliore per ridurre le differenze.
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