I lavoratori nati dal 1964 andranno in pensione a pieno titolo solo a 67 anni. E’ il contenuto del provvedimento approvato oggi dal Bundestag, con 408 voti a favore, 169 contrari e 4 astenuti. Le proteste dei sindacati non hanno bloccato il piano di riforma del Governo Merkel, che prevede l’aumento dell’età dagli attuali 65 a 67 anni entro il 2029 e attiva un programma di sostegno all’occupazione per gli over 50. La legge sarà sottoposta entro marzo all’esame del Bundesrat, la camera dei rappresentati regionali, dove non sono previste complicazioni. Secondo il meccanismo definito dal ministro del Lavoro, Franz Muentefering, l’innalzamento graduale dell’età avverrà con un mese di lavoro in più all’anno dal 2012 al 2024, che subirà poi un’accelerazione a due mesi per arrivare a 67 anni di età pensionabile nel 2029. E’ prevista un’eccezione soltanto per chi, raggiunti i 65, avrà già versato 45 anni di contributi. In questo caso l’uscita dall’impiego sarà diretta e senza detrazioni sull’importo ricevuto. Per le organizzazioni dei lavoratori il dl rischia di causare una riduzione parziale delle pensioni, che si avvicinano alla fine dell’aspettativa di vita, e un aumento del periodo di disoccupazione per chi già non trova lavoro. Il Governo ha risposto ribadendo l’impegno a ridurre di oltre il 50% la disoccupazione degli over 55 entro il 2010. (Edn)