Oltre l’80% dei lavoratori europei sono soddisfatti delle loro condizioni e giudicano positivamente la conciliazione con i tempi di vita. E’ quanto emerge dalla quarta indagine sulle condizioni di lavoro in Europa, a cura della Fondazione di Dublino, che analizza la situazione di 30.000 soggetti in 31 Stati considerando organizzazione del lavoro, orario, pari opportunità, formazione professionale, sicurezza e livello di soddisfazione. Il giudizio positivo sul proprio impiego risulta largamente associato a condizioni di sicurezza, atmosfera positiva e possibilità di crescita e apprendimento. Secondo il rapporto, molti Paesi europei perderanno il 15% della forza lavoro nei prossimi dieci anni e la proporzione dei lavoratori tra i 40 e i 54, pari al 16% del totale, determinerà un mutamento significativo nel sistema soprattutto in Austria, Belgio e Francia. Viene evidenziata la necessità di un miglioramento costante nelle condizioni lavorative, per sostenere la possibilità di carriera dei giovani e incentivare la permanenza all’impiego degli anziani. Cresce l’occupazione femminile, soprattutto nel settore dei servizi, salute e istruzione; aumentano anche i ruoli manageriali, ma restano e le differenze di genere e il gap nel salario, che risulta determinato soprattutto dall’impiego, il genere e il rapporto contrattuale. Diminuiscono i soggetti che si considerano a rischio per motivi di lavoro, pari al 35%, e si concentrano nel settore manifatturiero e agricolo. In generale, cresce l’intensità lavorativa e la percentuale di rischio, ma non aumenta il livello di autonomia sull’impiego. Nella Ue si diffondono gradualmente le nuove tecnologie, dato che attualmente il 26% del totale usa il computer contro il 13% del 1990. Lo studio invita infine gli Stati membri a sostenere la componente femminile nel mondo del lavoro, impegnandosi a garantire una migliore conciliazione dei tempi indipendentemente dal genere.
(EdN)























