Divisi sulla guerra, ma insieme per spingere l’acceleratore delle riforme economiche.
Francia, Germania e Gran Bretagna, un po’ a sorpresa viste le divisioni di fronte ad un eventuale conflitto in Iraq che oppongono l’asse franco-tedesco al governo britannico, hanno inviato una lettera comune alla presidenza greca di turno della Ue nella quale assumono impegni precisi per non mancare l’obiettivo assunto dai Quindici due anni fa al vertice di Lisbona: fare dell’economia europea la più competitiva del mondo entro il 2010.
L’iniziativa dei tre big europei giunge a un mese e mezzo dal vertice di primavera del 21 marzo, che dovrà verificare lo stato di attuazione delle promesse di riforma dei mercati dei prodotti e del lavoro fatte a Lisbona.
“È tempo di coniugare le parole con i fatti”, scrivono Jacques Chirac, Gerard Schroeder e Tony Blair, assumendo impegni su questi cinque fronti: 1) revisione dell’aiuto di Stato per i servizi pubblici di base; 2) sostegno ai progetti della Commissione europea per eliminare le barriere competitive; 3) verifica della legislazione Ue per misurarne l’impatto sulla competitività; 4) maggiore liberalizzazione del mercato dell’energia e creazione di un mercato unico dello spazio; 5) realizzazione di un brevetto comunitario europeo e promozione delle biotecnologie.
Musica per le orecchie della Commissione europea, che due mesi fa, con una lettera di Romano Prodi ai capi di Stato e di governo della Ue, aveva lanciato un allarme sui ritardi della strategia di Lisbona. Parlando in gennaio al Parlamento europeo, Prodi aveva accusato gli Stati membri di “promettere e non mantenere”, spingendoli a dare prova “di coraggio e determinazione”. Anche in periodi di transizione e di difficoltà – aveva detto il presidente – bisogna investire nel futuro perchè l’alternativa è il declino dell’Europa.
Il ricompattamento delle tre grandi economie europee sui temi delle riforme dei mercati avviene in un momento in cui la crescita tarda ad arrivare, come confermano i dati diffusi oggi dalla Commissione sul Pil di Eurolandia nel primo trimestre dell’anno: la forchetta è compresa tra -0,1% e +0,3%.
La Francia, che ha da poco ricevuto da Bruxelles un ‘early werning’ (avvertimento preventivo) per il rischio di superare la soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil, prevede anche per l’anno in corso un disavanzo prossimo a questo tetto (tra il 2,9% e il 3%). La Germania, già alle prese con una procedura per deficit eccessivo e un numero di disoccupati che ha raggiunto la cifra record di 4,27 milioni (pari al 10,3% della forza lavoro), ha già rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2003, portandole dall’1,5% all’1%.
Negli ambienti dell’esecutivo, la lettera dei tre è stata accolta molto positivamente. “È un’iniziativa importante”, ha commentato un portavoce. “È tempo di agire e di attuare le promesse fatte a Lisbona. Crediamo che l’appello di questi tre paesi possa essere condiviso anche da tutti gli altri Stati membri. La riforma del mercato del lavoro resta la chiave di volta per creare piena occupazione in Europa”.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























