I licenziamenti annunciati dalle aziende Usa sono saliti a gennaio del 42% rispetto al mese precedente. Lo rivela uno studio di Challenger, Gray & Christmas che si basa sui piani di riduzione del personale dichiarati dalle società. Le imprese a gennaio hanno detto di voler tagliare 132.222 posti lavoro, contro i 92.917 di dicembre.
“La minaccia della guerra è forse l’ ostacolo maggiore alla ripresa dell’ economia, perchè le aziende stanno ferme in attesa di indicazioni definitive” – osserva John Challenger, chief executive della società che ha svolto la rilevazione sui posti a rischio (ma non sicuramente persi, per il possibile ricorso a meccanismi di uscite morbide, la collocazione in altro posto del lavoratore o il sopraggiungere di un miglioramento del business dell’ azienda).
Il dato di gennaio si raffronta ai 248.475 licenziamenti annunciati nel pari periodo dell’ anno precedente quando ci fu un’ impennata di tagli sulla scia degli effetti dell’ 11 settembre. Il totale dei licenziamenti annunciati lo scorso anno è stato il secondo più alto di sempre.
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